12 marzo 2010

Indicazioni per le opere finali

di Scuola Holden

Ciao a tutti e complimenti per i vostri incipit. Sono Dario, l’e-guide della Scuola Holden, qui di seguito le indicazioni per le nuove opere.

L’opera da presentare dovrà essere un racconto completo, e non un incipit più lungo, della lunghezza massima di 3 cartelle da 1800 battute spazi inclusi l’una (quindi il limite massimo di caratteri spazi inclusi per ogni opera è di 5400).

L’opera completa dovrà essere caricata entro le ore 12.00 del 15 aprile 2010. Per chiarezza, qui sotto c’è un estratto del regolamento:

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Dalle ore 12.00 del 15 marzo 2010 alle ore 12.00 del 15 aprile 2010 elaborazione e upload dell’ “opera estesa” da parte dei 30 finalisti
Dalle ore 12.00 del 16 aprile 2010 alle ore 12.00 del 30 aprile 2010 Votazione finale per designazione del vincitore da parte della giuria popolare e della giuria di qualità
Art. 9 – TERMINE PER L’INVIO DELLE OPERE Ciascuna opera deve essere segnalata on-line improrogabilmente entro le ore 12.00 2 marzo 2010
Ciascuna opera facente parte della selezione dei 30 finalisti per sezione, deve essere segnalata on-line improrogabilmente entro le ore 12.00 del 15 aprile 2010. Non saranno considerate in concorso le opere segnalate oltre tali date ed ore.
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Contenuti. Gli incipit devono rimanere gli stessi, ma possono essere aggiustati leggermente per essere più omogenei al racconto completo. Se avete dei dubbi potete contattarmi, non potrò revisionare i racconti ma potrò rispondere alle domande.

Qui finiscono le indicazioni obbligatorie, di seguito qualche consiglio che mi è venuto in mente leggendo i vostri incipit. Se è cosa gradita leggete, sennò, no.

Consigli. Gli incipit sono stati selezionati in quanto tali, quindi non per la loro completezza, ma per la loro possibilità di innescare delle storie, diciamo che ne è stato valutato il lavoro “in potenza”. In questa ultima fase però dovrete fare un lavoro inverso, dovrete mantenere le promesse fatte nell’incipit, soddisfare le curiosità, portare avanti al narrazione. Consiglio di non cedere alla facile tentazione di lasciare misteri non svelati o narrazioni a metà, se è un tentativo di “darsi un tono misterioso” perché in verità non si sa come portare avanti il racconto, di solito i bluff si vedono. I racconti possono finire “in medias res”, lasciando i puntini di sospensione, ma per una ragione narrativa, non come copertura. Un altro punto su cui lavorerei è la lingua. Alcuni di voi l’hanno usata senza farci caso, quasi non badando alle parole scelte, oppure scegliendo le prime che trovavano, che magari suonavano “meno dette”. Io eviterei parole come “negletta”, “divelti” o simili, cercate di dare una linea più personale al vostro linguaggio, una forma funzionale e ben legata a ciò che state raccontando, cercate insomma di trovare la vostra voce. Lo so che è difficile e che molti grandi autori ci hanno messo anni a trovarla. Non pretendo che voi la troviate in un mese, vi consiglio solo di cominciare a cercarla.
Un’ultima cosa: scrivete. Cancellate. Riscrivete. Non mandate la prima versione. Cercate più a fondo. Scavate. Domandatevi cosa state raccontando e prendetene coscienza. Lavorateci sopra. Ma sopratutto divertitevi. La scrittura non è solo un atto di testa, ma anche di mani, un lavoro di artigianato, di scalpello, di lima e di sogni.

Di nuovo, in bocca al lupo a tutti!

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