Ho visto il film di Virzì, quello famoso, quello sui precari, la settimana scorsa. Tutta la vita davanti.
È addirittura un film leggero, fino a tre quarti. Perché è vero, molti precari sono leggeri, scanzonati, divertiti. Può essere anche un simpatico passatempo (finchè si è giovani e ci si dice: tutto questo durerà ancora per poco) districarsi tra seratine low budget, film scaricati, affitti abbordabili, aperitivi gratis alle inaugurazioni delle mostre, sigarette scroccate, e intanto cercare qualche lavoretto che, tra un mese o due, ti permetterà di portare fuori una persona a cena, una cena di pesce, col vino bianco. E poi a teatro.
Può essere davvero, e paradossalmente, divertente. Barcamenarsi. Districarsi. Arrangiarsi. Ci si gusta di più quei pochi lussi che ogni tanto piovono inaspettati. Il sushi offerto da un’amica coi ticket restaurant. Il bigliettaio del cinema che non fa entrare più nessuno perchè ha già chiuso la cassa ma vuole andare a casa e allora ti fa: dai entra, sala due, corri che è cominciato. Lo yogurt müller in offerta speciale.

