Le storie della Danza

Quali sono le relazioni che la danza contemporanea internazionale ha instaurato negli ultimi 60 anni con l’arte, la musica, i nuovi media, la performance e il paesaggio? Rossella Battisti, Stefano Tomassini, Annalisa Sacchi, Enrico Pitozzi, Fabio Acca, incontrano il pubblico del MAXXI per raccontare come la danza contemporanea internazionale sia arte, musica, performance, new media e paesaggio, attraverso i suoi protagonisti, le sue icone più significative e gli eventi memorabili, con contributi video provenienti da Cro.me. – Cronaca e Memoria dello Spettacolo di Milano e dall’Archivio Storico della Fondazione Romaeuropa. A conclusione del ciclo di lezioni, un appuntamento sulla memoria della danza attraverso una visita guidata multimediale dell’Archivio di Cro.me. a cura di Enrico Coffetti e Francesca Pedroni.

5 INCONTRI:
12 ottobre 2013 – ROSSELLA BATTISTI
9 novembre 2013 – STEFANO TOMASSINI
11 gennaio 2014 – ANNALISA SACCHI
08 febbraio 2014 – ENRICO PITOZZI
08 marzo 2014 – FABIO ACCA

1 LEZIONE DIALOGO:
12 aprile 2014 – ENRICO COFFETTI e FRANCESCA PEDRONI

Auditorium del MAXXI – ingresso gratuito
h 11.00 – 13.00

CALENDARIO INCONTRI

12 OTTOBRE 2013
DANZA, ARTE CONTEMPORANEA:
LE RISONANZE ELETTIVE
Con Rossella Battisti

Dalle collaborazioni anni Sessanta di Merce Cunningham e Robert Rauschenberg a quelle contemporanee di Akram Khan e Anish Kapoor si conferma una risonanza elettiva fra artisti e coreografi che ha da sempre accompagnato la danza. In una breve panoramica di esempi dagli anni Sessanta a oggi, si evidenziano alcune caratteristiche di questo doppio sguardo che, attraversando la scena, ne fa emergere una grafia piena di echi, fatti di accostamenti, contrasti o interazioni.  Arrivando a penetrare così profondamente nella natura dell’una e dell’altra arte, da modificarne a volte la “genetica” stessa con coreografie che diventano installazioni e opere d’arte che si fanno performative.

Rossella Battisti “danzologa” stanziale all’Unità dal 1986. La si trova sparsa anche su Danza & Danza, Raisat,  Raieducational, in programmi di sala, all’Accademia di Danza. Ama i gatti rossi e le rose rosa. Ha tradotto “Memorie interrotte”, autobiografia di José Limón.
9 NOVEMBRE 2013
CONTRO IL GELO:
MUSICA E COREOGRAFIA DAGLI ANNI SESSANTA A OGGI
Con Stefano Tomassini

Nel 1987, due anni prima della caduta del muro di Berlino, John Cage invitava a «lasciar perdere Bach» poiché incapace di rappresentare la complessità del tempo contemporaneo: ma l’anno prima Steve Paxton aveva improvvisato le sue Goldberg Variations. L’anno dopo esce l’importante libro di filosofia della musica: Matthäuspassion di Hans Blumenberg. In entrambi i casi, la vitalità della musica di J.S. Bach è restituita alla vita del futuro. Il più immediato proposito della presente lezione è di raccontare come è stata ripensata, da Episodes di Balanchine (1959) a Partita 2 di de Keersmaeker e Charmatz (2013), la musica di Bach a partire dalla danza: come una questione di resistenza, e di poesia.

Stefano Tomassini insegna a Ca’ Foscari Venezia e all’USI; borsista Fulbright-Schuman, al Jacob’s Pillow e all’Italian Academy, ha scritto su Enzo Cosimi, sugli scritti coreosofici di Aurel M. Milloss e sulle lezioni di Ted Shawn.
11 GENNAIO 2014
PENSARE LA DANZA ATTRAVERSO LA PERFORMANCE:
DALLA NEW YORK DELLE AVANGUARDIE
ALL’EUROPA CONTEMPORANEA
Con Annalisa Sacchi

New York fu un acceleratore di particelle eccezionale, tra gli anni ‘60 e i ‘70, per la sperimentazione artistica. Fu, soprattutto, un luogo d’incontro elettivo non solo per gli artisti, ma per le pratiche che in quegli anni si andavano sperimentando, in cui i limiti disciplinari venivano testati e trasgrediti, tracciati per essere subito dopo contraddetti, dilatati, sovvertiti. Laurie Anderson, Meredith Monk, Trisha Brown, Gordon Matta-Clark (solo per citare alcuni nomi), furono formidabili animatori di un dialogo capace di lasciare tracce durature che si ritrovano, oggi, in Europa, nell’opera di artisti in cui centrale risulta il dialogo tra performance e coreografia (Jan Fabre, Xavier Le Roy, La Ribot).
08 FEBBRAIO 2014
FORME DEL CONTEMPORANEO:
COREOGRAFIA E DISPOSITIVI
Con Enrico Pitozzi

L’introduzione dei dispositivi tecnologici in scena, dal video alle motion capture, ridefinisce il pensiero del corpo e la composizione del movimento. L’incontro – ripercorrendo le principali esperienze coreografiche in area europea e nord-americana, dalla seconda metà del Novecento fino ai nostri giorni – rievoca e discute, grazie all’ausilio di materiali audiovisivi dei lavori di Merce Cunningham, N+N Corsino, William Forsythe, Isabelle Choinière, Wayne McGregor, LARTech, le forme e i modi attraverso i quali si è sviluppato l’incontro tra la tecnologia e la danza. Al centro della riflessione le relazioni che i coreografi hanno istituito con le arti visivo-intallative, il suono e l’architettura.

Enrico Pitozzi insegna “Forme della scena multimediale” presso il Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna. È stato visiting professor presso l’UQAM di Montréal (Canada). è autore di diversi testi dedicati alla scena digitale.
Annalisa Sacchi insegna Estetica del teatro ad Harvard. Tra i suoi libri recenti Il posto del re. Estetiche del teatro di regia nel modernismo e nel contemporaneo (2012), e la traduzione e la cura di Filosofi e uomini di scena di F. Rokem (2013).

8 MARZO 2014
DANZA, PAESAGGI, ECOSISTEMI (1990 – 2013)
Con Fabio Acca

Il tema del paesaggio, nel Novecento, è stato uno dei principali strumenti con il quale si è consolidato, in pittura, il transito verso una rappresentazione astratta del mondo. La danza, come arte del corpo e del movimento, ha risposto a questo impulso eliminando progressivamente i propri riferimenti narrativi. Dagli anni Novanta, il lavoro di coreografi come Jérôme Bel e Xavier Le Roy, Cristina Rizzo e MK, approdano a forme che contemplano la possibilità di percepire il corpo stesso come paesaggio. Ecosistema in cui accadono “cose”, la danza è la disciplina che consente ancora di sperimentare inedite soluzioni in grado di rilanciare il concetto di rappresentazione.

Fabio Acca, studioso di arti performative, svolge attività di ricerca presso il Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna. Nel 2011, insieme a J.Lanteri, ha curato il volume Cantieri Extralarge. Quindici anni di danza d’autore in Italia 1995-2010.

12 APRILE 2014
LA DANZA TRA MEMORIA, DOCUMENTAZIONEE VIDEODANZA
VIAGGIO NELL’ARCHIVIO CRO.ME
Con Enrico Coffetti e Francesca Pedroni

Siamo passati in poco più di trent’anni da una documentazione rara e di scarsa qualità della danza a una iper documentazione digitale di ogni suo aspetto e manifestazione. Dal suo incontro con il cinema di primo Novecento e con le arti visive all’esplosione e sviluppo del fenomeno videodanza fino alle declinazioni attuali nel web, la danza sperimenta le possibilità creative di fermare in pellicola, nastro, formato digitale la sfuggevolezza fascinosa di un’arte effimera per costituzione. Ogni volta che si riprende la danza dal vivo, che la si trasforma in immagine per piccoli o grandi schermi, per il web o per il cinema, si firma un compromesso tra lo sguardo delle camere e la visione del regista, tra lo spazio costantemente disponibile alla vista, proprio della scena fruita dal vivo, e l’angolatura della ripresa. In un gioco tra tradimenti e fedeltà, il patrimonio di danza custodito in pellicola, nastri, formati digitali, testimonia punti di vista di registi/spettatori che consegnano il loro sguardo su coreografi e creazioni, danzatori e interpreti, a spettatori del presente e del futuro. Una memoria attraverso la quale è possibile negli anni vedere e rivedere mille volte la stessa sequenza, gli stessi frame, riascoltare le parole dei maestri, studiarne i movimenti, accostarsi alle loro emozioni, lasciarsi sorprendere da dettagli che improvvisamente si rivelano nella loro bellezza.
L’archivio Cro.me. di Milano, dedicato alla danza, compie nel 2014 vent’anni di vita: un viaggio alla scoperta dei perché di un archivio, di un patrimonio che è memoria e presente, “una storia a sé dentro le storie della danza” con proiezione di preziosi documenti che testimoniano la trasformazione del rapporto tra danza dal vivo e immagine. Una lezione-dialogo con Enrico Coffetti, direttore di Cro.me. e Francesca Pedroni, critico di danza, autrice e regista di documentari di danza per Classica tv (Sky, canale 728).

Enrico Coffetti formatosi al CRT di Milano, organizza la prima rassegna di video danza in Italia nel 1993. Presidente dell’associazione Cro.me. – Cronaca e Memoria dello Spettacolo e dell’omonimo video-archivio, dal 2010 è direttore artistico del Teatro San Domenico di Crema.

Francesca Pedroni, giornalista e critico di danza del quotidiano Il manifesto, è autore e regista di documentari sulla danza per il canale televisivo Classica (Sky, canale 728).
è docente dal 2001 di Storia del balletto e della danza alla Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala.