REf16: “Portati altrove”
Fabrizio Grifasi

REf16: “Portati altrove”

Romaeuropa 2016: “Portati altrove

L’inaugurazione del Festival sarà affidata, il 21 settembre al Teatro Argentina, al coreografo britannico di origine israeliana Hofesh Shechter, tra i maggiori interpreti della danza contemporanea mondiale, con barbarians, la sua ultima creazione in prima nazionale. Costruito attorno a un tessuto sonoro di matrice barocca rielaborato per suoni elettronici dallo stesso Shechter (in origine compositore e musicista), lo spettacolo si sviluppa in un flusso di strutture sorprendenti, caratteristiche della sua scrittura coreografica, tra accademia e tribalismo.

L’inizio ufficiale del REf16 sarà preceduto da un’anteprima in estate -un ritorno dopo venti anni-  e per la prima volta in alcuni spazi del Palatino grazie al progetto Patrimonio storico e creazione contemporanea elaborato assieme alla Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l’area archeologica centrale di Roma e altre istituzioni romane. Il tessuto di questo percorso è quello che ci caratterizza da sempre: la commistione delle arti tra mostre, musica, performance, video e teatro. Il percorso di arte contemporanea Par tibi, Roma, nihil curato da Raffaella Frascarelli, con il suo corredo d’interventi performativi e la versione site specific nello Stadio Palatino del Palamede, la storia, racconto di e con Alessandro Baricco, ci accompagneranno a partire dal 24 giugno. Chiuderà l’anteprima del REf16 il Dido & Aeneas di Sasha Waltz prodotto e presentato dal Teatro dell’Opera di Roma a settembre e inserito nel programma del REf.

In occasione dei 400 anni dalla morte di Shakespeare, Romaeuropa invita per la prima volta il collettivo teatrale inglese Forced Entertainment con il suo monumentale progetto Complete Works: Table Top Shakespeare, regia di Tim Etchells, allestimento delle trentasei commedie e tragedie di William Shakespeare durante otto giorni, grazie al sostegno del British Council. Ciascun testo, miniaturizzato in forma di monologo della durata di circa cinquanta minuti, avrà i suoi protagonisti rappresentati da un cast di semplici oggetti della quotidianità -una saliera, un posacenere, una brocca- in un surreale ma fedele format che ci condurrà nel più grande racconto shakespeariano mai immaginato in teatro.

Se la creazione contemporanea si storicizza, allora diviene rilevante non solo conservarne la memoria ma permettere a nuove generazioni di pubblico di ritrovare alcuni spettacoli che hanno segnato gli ultimi decenni. Nel REf16 sono tre i riallestimenti, tutti concepiti originariamente tra il 1995 e il 2001, che presentiamo con una nuova generazione di interpreti.

Si tratta di Anne Teresa De Keesmaeker/Rosas con Rain (2001), sulle note di Music for 18 Musicians di Steve Reich, caposaldo del minimalismo americano e vero e proprio manifesto del rapporto tra musica e scrittura del corpo che ha caratterizzato il lavoro dell’artista fiamminga. Quindi Wim Vandekeybus e Ultima Vez con In spite of Wishing and Wanting Revival (1999), architrave del teatro danza fiammingo, costruito su una colonna sonora originale di David Byrne attorno al tema del desiderio. Infine Romeo Castellucci con la Societas porterà in scena il riallestimento de ORESTEA (una commedia organica?) (1995), coprodotto da Romaeuropa in prima nazionale, spettacolo che conserva intatta tutta la potenza del linguaggio drammaturgico e visionario che sarà poi sviluppato negli anni dalla compagnia cesenate.

Ritorna a Romaeuropa, sempre in prima nazionale, il regista fiammingo Guy Cassiers, con The Kindly Ones, un adattamento teatrale del romanzo Le Benevole di Jonathan Littell,  una produzione frutto della collaborazione tra gli attori del Toneelhuis di Anversa e del Toneelgroep di Amsterdam diretto da Ivo Van Hoeve e sostenuto dal progetto europeo The Littell Project nell’ambito del programma Europa Creativa. Il progetto prevede anche due attività specifiche di audience development articolate in percorsi critici e narrazioni web: Test of civilisation e Invisible Cities che affiancheranno lo spettacolo nella sua tournee europea. Altri due debutti teatrali italiani seguono traiettorie di lavoro molto diverse. Sul dialogo tra lo spazio della finzione -e quindi del fantastico, dell’utopia, dello scarto, ma anche della fuga, del rifugio, della gabbia- e lo spazio esterno, quello del reale, s’interrogano Antonio Tagliarini e Daria Deflorian ne Il cielo non è un fondale. Mentre è un teatro di narrazione ironico e post-politico quello che Daniele Timpano, assieme a Elvira Frosini, porterà in scena con Acqua di colonia, testo originale di una storia negata e dimenticata, al teatro del Quarticciolo, con cui riprendiamo la collaborazione nell’ambito di un progetto pluriennale.

Poi, nell’ambito degli incontri settimanali di Villa Medici, Lina Prosa presenta una lecture da Kleist, già commissionata dalla Comédie-Français.

Nell’ambito del percorso Patrimonio storico e creazione contemporanea Giorgio Barberio Corsetti lascerà deflagrare il suo Il ratto di Europa, ancora una riflessione sull’Europa, i conflitti e le migrazioni, in una scena multimediale ambientata simultaneamente in più location storiche (Palazzo Altemps, Colosseo, Crypta Balbi e Aula Ottagonale delle Terme di Diocleziano) collegate l’una all’altra tramite il GARR, la rete telematica italiana ultralarga delle università italiane dedicata al mondo della ricerca e dell’istruzione e questa volta al servizio di un progetto artistico ambizioso. Non un semplice concerto, ma una performance musicale ‘en plein air’ avrà luogo sullo specchio d’acqua del laghetto di Villa Borghese domenica 25 settembre, dove la Banda della Scuola Popolare di Musica di Testaccio si esibirà a bordo delle tipiche barche a remi nell’esecuzione di Riti Marittimi, prima parte di un omaggio al compositore americano Alvin Curran, oramai italiano d’adozione, già complice di Trisha Brown in tante edizioni del REf. L’omaggio proseguirà nella prestigiosa cornice nel Gran Salon di Villa Medici, con l’esecuzione del suo Fakebook, un’autobiografia atipica nelle forme di composizione ed esecuzione musicale, evento dalla durata imprecisata. Serbatoio di spericolate avventure musicali, il Barocco rappresenta ancora oggi un’occasione di sperimentazione del linguaggio contemporaneo. È in questo solco che Sabina Meyer, con il suo Ninfa in lamento, contaminerà il canone seicentesco con incursioni elettroniche a cura di Elio Martuscello nel contesto prestigioso dell’Accademia dei Lincei Villa Farnesina. Nella cornice straordinaria dell’Aula X delle Terme di Diocleziano si presenta Inedia Prodigiosa, opera per i cori di voci femminili e coro misto scritta da Lucia Ronchetti su testo di Guido Barbieri ed eseguita dai Cori dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretti da Ciro Visco.

Ritornando alla danza, arrivano a Romaeuropa, in prima nazionale, Emio Greco e Pieter C. Scholten, per la prima volta con il Ballet National de Marseille di cui hanno preso recentemente la direzione. Il gesto sferzante dei corpi sarà ‘un controcanto’ rispetto alla sacralità de La Passione secondo Matteo di Johann Sebastian Bach nella rielaborazione ed esecuzione live del compositore e musicista Franck Krawczyk, già autore degli adattamenti musicali del Flauto Magico di Peter Brook visto a Romaeuropa 2011.

Per la prima volta al REf, un nutrito gruppo di coreografi dalle estetiche molto diverse: gli israeliani Sharon Eyal e Gai Behar con la compagnia L-E-V porteranno in scena OCD LOVE potente mix tra movimento, live music (DJ Ori Lichtik), moda e tecnologia, una riflessione sensuale e misteriosa sull’amore. Assieme all’Institut français presentiamo Relative Collider di Liz Santoro e Pierre Godard e Removing di Noé Soulier, ambedue in prima nazionale. Godard e Santoro, lei vincitrice del prestigioso Bessie Award, rielaborano il paradigma tra aleatorietà e struttura coreografica, mentre Soulier colloca gesti e movimenti della quotidianità in un ambito di ricerca formale coniugata con una forte astrazione.

Con il Performing Arts Fund olandese abbiamo costruito un focus vicino alle sensibilità del teatro danza contemporaneo, articolato attorno a tre autori: Jan Martens con THE DOG DAYS ARE OVER, una coreografia complessa che indaga il limite tra arte e intrattenimento attraverso un’originale ridefinizione dello spazio scenico; Ann Van den Broek che nel suo The Black Piece coniuga i paradigmi del linguaggio visivo a quello performativo; Nicole Beutler che in 3: The Garden esplicita l’ambito ambiguo dei confini tra cultura e natura. Tutti spettacoli in prima nazionale.

La sezione DNA, da quest’anno con la cura di Francesca Manica, è dedicata ai giovani protagonisti della scena coreografica e si articola con un trittico di spettacoli proposto da Residenza IDra e due sezioni realizzate con i network Aerowaves e DNAppunti coreografici. Residenza IDra presenta a DNA 3Tracks4 un progetto di Chiara Taviani e Carlo Massari con tre coreografie rispettivamente di Marion Alzieu (Francia) Ceci n’est pas une femme blanche, Ayala Frenkel (Israele) GAZELLE e la stessa Chiara Taviani PeurBleue, tre visioni diverse su un tema comune, tre sensibilità complementari che integrano ritmi e ascolti parziali. Continua la partnership con il network Aerowaves sostenuto dall’Unione Europea con gli spettacoli di Le Récital des Postures di Yasmine Hugonnet (Svizzera), Kokoro di Lali Ayguadé (Spagna) ed Elvedon di Christos Papadopoulos (Grecia), e prosegue DNAppunti coreografici realizzato assieme a Cango, Gender Bender, Casa della Danza – Bassano del Grappa, Uovo, Teatro Dimora Mondaino che, oltre a presentare lo spettacolo di Lara Russo, vincitrice dell’edizione 2015, rinnova anche per il 2016 il concorso dedicato ai giovanissimi coreografi italiani i cui migliori sei (scelti tra i 64 che hanno risposto al bando) saranno presentati all’Opificio Romaeuropa durante il REf16.

All’incrocio tra musica e linguaggi visivi si collocano diversi progetti del nostro programma.  Composto da Ben Frost e Daníel Bjarnason, Music for Solaris, ispirato al celebre film di Andrej Tarkovskij a sua volta tratto dal romanzo dello scrittore Stanis?aw Lem. Sul palco, oltre a Frost (chitarra elettrica e laptop) e Bjarnason (direzione e piano preparato), l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Alle spalle dei musicisti le immagini di Solaris di Tarkovskij, manipolate e rielaborate da Brian Eno e Nick Robertson, in un parallelo visivo con il processo di esecuzione musicale. Music for Solaris sarà eseguito nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica in coproduzione con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

50/150 Working on Satie >>> Talking to Satie di Alessandra Celletti, pianista e compositrice romana, unirà alle rielaborazioni musicali sul compositore francese Erik Satie le immagini dell’illustratore Onze mentre con Edison Studio eseguirà una nuova colonna sonora per il film Blackmail di Alfred Hitchcock, realizzando un ibrido fra cinema e concerto, suono registrato e live.

STEREOPTIK, duo francese composto da Romain Bermond e Jean-Baptiste Maillet, con Dark Circus presenta una favola surreale per musica, disegni animati live e teatro d’ombre. Le immagini di Isola di fuoco, documentario su Stromboli di Vittorio De Seta premiato a Cannes nel 1955, sono ispirazione per il concerto omonimo che il cantautore siciliano Colapesce presenta a Romaeuropa.

Sempre sul rapporto tra scrittura musicale contemporanea e immagini, assieme al collettivo Edison Studio, con il supporto della Società Italiana degli Autori ed Editori e della Cineteca di Bologna, Romaeuropa ha promosso Sounds of Silences, concorso di composizione musicale per immagini dedicato agli under35, i cui tre vincitori (scelti su oltre 190 partecipanti al bando) saranno premiati e presentati nel corso di una serata specifica alla Casa del Jazz a novembre.

L’attenzione alle avanguardie musicali storiche del REf proseguirà nell’omaggio del Festival dedicato a Sylvano Bussotti, tra i massimi compositori italiani viventi, per i suoi ottantacinque anni, con l’esecuzione di Lachrimae, Autotono. Un divertimento, e Sypario. Sigle sceniche, per la soprano Monica Benvenuti e l’ensemble elettroacustico di Tempo Reale. Un regalo al programma del Festival da parte dell’Orchestra dell’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia nell’ambito della sua stagione sarà la creazione di Senza sangue di Peter Eötvös dal testo di Baricco.

Diverse sono le incursioni che incrociano orizzonti sonori sorprendenti.

Il compositore americano Yotam Haber in New Ghetto Songs (in corealizzazione con Nuova Consonanza) ha riscritto alcune melodie della tradizione ebraica romana per l’Ensemble romano LCP diretto da Daniele Del Monaco e l’interpretazione vocale, in napoletano, di Raiz. Chassol nel suo progetto Big Sun incrocia suoni e ritmi della sua nativa Martinica con le atmosfere urbane in un originale genere musicale che definisce ‘ultrascore’. La generazione delle nuove drammaturgie musicali sviluppa progetti originali come Un mondo raro, omaggio dei palermitani Dimartino e Fabrizio Cammarata alla cantante messicana Chavela Vargas amante di Frida Khalo e musa sonora dei primi film di Almodóvar mentre il repertorio di Tom Waits viene reinterpretato in versione cabarettistica da L’orchestre d’hommes-orchestres con i loro improbabili strumenti musicali.

Le incursioni nella club culture sono a cura del duo tedesco incite/ (Amburgo) e Soundwall, con i suoi quattro appuntamenti del ciclo Giant Steps.

Lo spazio tra arti visive e nuove tecnologie è presidiato dalla settima edizione di Digitalife, quest’anno a cura di Richard Castelli, con quattro installazioni king size e un omaggio anniversario negli spazi del MACRO Testaccio. Le installazioni saranno quelle degli italiani NONE (Gregorio De Luca Comandini, Mauro Pace e Saverio Villirillo), del giapponese Shiro Takatani (già presente alla prima edizione Digitalife con Ryuichi Sakamoto), dello svedese Christian Partos e dell’austriaco Kurt Hentschläger. Dalle sculture effimere create per la macchina gigante robotizzata 3D Water Matrix alle esperienze immersive di Deep Dream_Act II e ZEE, il percorso di opere viene completato dal progetto Understanding the Other a cura del Laboratorio PERCRO della Scuola Superiore Sant’Anna che celebra a Digitalife 2016 i suoi 25 anni di sperimentazione e ricerca.

Tecnologia e musica sono alla base del progetto Invisibile e Adattivo del CRM – Centro Ricerche Musicali, con l’esecuzione di tre opere multimediali per GeKiPe  (guanto multisensoriale) e SkinAct (percussioni aumentate) di José Miguel Fernandez, Thomas Koppel, Alexander Vert e Michelangelo Lupone, risultato di ricerche sull’interazione tra uomo e macchina nei processi di esecuzione live, realizzate in collaborazione con l’Haute école de musique di Ginevra e l’Ircam di Parigi.

Tecnologia e movimento, acrobazia e danza tenderanno a fondersi in un ambito surreale e onirico negli spettacoli Ljós del collettivo italiano fuse* e nella nuova versione di Cinématique di Adrien M & Claire B, grazie all’uso di motion capture e altri software d’interazione con il corpo. Pierre Rigal alternerà, nella sua ultima creazione in prima nazionale Mobile, movimenti circensi a suggestioni derivate dall’immaginario digitale e urbano della nostra quotidianità.

Dopo il grande successo registrato con Cuisine & Confessions nel 2015, ritornano le spettacolari acrobazie circensi de Les 7 doigts de la main, che porteranno in scena Traces spettacolo presentato in tutto il mondo più di 1700 volte e vincitore di diversi riconoscimenti internazionali.

Sono tredici i programmi di formazione e approfondimento che Romaeuropa dedica al suo pubblico, con un’offerta diversificata per formati e destinatari. Progetto coordinato da Lara Mastrantonio, INformazione include percorsi dedicati agli insegnanti Destinazione Scuola (a cura della Casa dello spettatore), agli studenti Spring Roll, Danzografie, DNA visioni, Let’s Dance, In Drama, al pubblico degli spettacoli Post It (a cura di Matteo Antonaci), Domino, Music Insid(i)e (a cura di Nuova Consonanza), Antenne, Al vivo, Warming up, ai giovani critici Teatro e Critica Lab. INformazione si sviluppa assieme a una rete di strutture e istituzioni attive nella città di Roma.

È un ‘altrove artistico’ ampio e composito quello di Romaeuropa, lungo quest’anno oltre cinque mesi, fatto di emozioni e scoperte.
La scelta, per ognuno di voi, è di volerlo attraversare.

La responsabilità, per noi, è ciò che troverete.


Fabrizio Grifasi

Direttore Generale e Artistico