Roma come palcoscenico
Monique Veaute

Roma come palcoscenico

Roma come palcoscenico.

Il Romaeuropa Festival vive grazie al contributo di tanti partner: a cominciare dal MiBACT, che ha riconosciuto il valore del nostro progetto triennale, per arrivare a Roma Capitale, alla Regione Lazio che ha rinnovato il suo impegno e confermato Romaeuropa fra le istituzioni partecipate nella recente Legge sullo Spettacolo, e alla Camera di Commercio che è stata la prima sostenitrice di Digitalife dal 2010.

Diversi partner intervengono con le loro missioni in modo specifico e coerente e in sintonia con quella del Festival. Per chi, come Fabrizio Grifasi, Direttore della Fondazione, costruisce il programma, questo significa affrontare delle sfide supplementari nelle sue ricerche. Il Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo, Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele favorisce i programmi legati al mondo mediterraneo. Una collaborazione preziosa che negli anni ha permesso di valorizzare artisti del bacino mediterraneo molti dei quali riconosciuti a livello internazionale.

Con il Romaeuropa Festival 2016 ripartiamo alla scoperta di Roma, cercando di leggere in modo diverso il patrimonio antico, testimonianza della nostra civiltà, e di aggiungere all’immagine di una Roma bella come una statua di marmo quell’attenzione al contemporaneo necessaria a una capitale internazionale. Roma è un palcoscenico unico, offre degli spazi mozzafiato ed è grazie al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini e al Soprintendente Speciale per il Colosseo e l’area archeologica centrale di Roma Francesco Prosperetti, che hanno aperto le porte di monumenti e musei, che il Romaeuropa Festival inaugurerà il 24 giugno. Sarà un’anteprima che si svolgerà fino al 18 settembre nell’Area Archeologica del Palatino in spazi da anni poco o per nulla accessibili al pubblico. La mostra Par tibi, Roma, nihil, curata da Raffaella Frascarelli e dalla Nomas Foundation creerà un percorso di opere d’artisti contemporanei. Sculture, video, installazioni, performance e opere concepite in situ con il contributo di Electa e Galleria Continua.

Non solo artisti del mondo delle arti visive ma anche protagonisti del mondo dello spettacolo dal vivo hanno accettato la sfida, come Alessandro Baricco con il suo Palamede, la storia nello Stadio Palatino e altri, in autunno, durante il periodo abituale del Festival. Questo dialogo con i luoghi storici prosegue all’Aula Ottagonale delle Terme di Diocleziano, Palazzo Altemps, Colosseo e Crypta Balbi, che diventeranno palcoscenico multiplo e nello stesso tempo unico. Con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, nostro partner artistico di molti appuntamenti dell’edizione 2016, e grazie al suo presidente Michele dall’Ongaro, saremo presenti all’Aula X delle Terme di Diocleziano. Per la prima volta saremo a Villa Farnesina, sede dell’Accademia dei Lincei, e grazie a Muriel Mayette-Holtz ritorneremo all’Accademia di Francia Villa Medici; grazie alla Sovrintendenza di Roma Capitale saremo al laghetto dello splendido parco di Villa Borghese. Roma, come tante capitali europee, ha un ricco patrimonio industriale che in parte si colloca nei quartieri di Ostiense e Testaccio dove si trova La Pelanda, nell’ex Mattatoio restaurato dal Comune di Roma e gestito dal Macro -il Museo d’Arte Contemporanea della Capitale- e da Zètema. Per due mesi, grazie al Sovrintendente Parisi Presicce e alla direttrice Federica Pirani, lì si svolgerà la parte più sperimentale del Romaeuropa Festival: la mostra Digitalife dedicata all’arte digitale ma anche spettacoli ed eventi.

Possiamo considerare un altro spazio non tradizionale il Teatro India, un’ex fabbrica diventata l’altra sede del Teatro di Roma dove, assieme al prestigioso Teatro Argentina, sono ospitati gli spettacoli di danza e teatro internazionale. L’istituzione capitolina è uno dei principali partner del Festival grazie alla disponibilità del Presidente Marino Sinibaldi e del Direttore Antonio Calbi. Come da tradizione, il Romaeuropa Festival si svolge in spazi molto diversi nella città rispondendo alle specificità di ciascuno spettacolo. L’Auditorium Conciliazione e il Teatro Vascello sono luoghi perfetti per la danza e il nuovo circo, la Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica per i grandi concerti. Sono inoltre felice della presenza del Teatro dell’Opera di Roma con il Dido & Aeneas di Sasha Waltz. E da quest’anno il Festival coinvolgerà anche la Casa del Jazz, il Monk Club, il Teatro Biblioteca Quarticciolo. A tutti dedico un ringraziamento per la loro disponibilità.

Ho sottolineato l’importanza degli spazi, dell’apertura di nuovi scenari legati alla presenza in luoghi inabituali o palcoscenici prestigiosi per offrirli ai creatori italiani, europei e internazionali, perché una manifestazione come il Romaeuropa Festival è sempre dipendente dalla generosità e dalla complicità delle istituzioni pubbliche e private e non è sempre né facile né scontato

Può darsi che sia arrivato il momento di stabilizzarci in una sede senza rinunciare alla nostra vocazione di nomadismo ma con qualche punto di ancoraggio. Pensiamo e speriamo di fare del bene alla città nell’offrire ai cittadini uno sguardo diverso sul mondo e agli stranieri una visione diversa della vita romana. Uno spazio stabile ci permetterebbe di dedicarci a consolidare un rapporto con gli artisti in questa capitale unica al mondo per la storia che offre.

  

Grazie al partenariato con RAI e i suoi diversi canali televisivi e radiofonici abbiamo consolidato e sviluppato una diffusione verso ampi settori di pubblico, raggiunto in tutta Italia. E devo ringraziare i media, i giornalisti e i critici per la loro vicinanza e la generosa attenzione che sempre dedicano al Romaeuropa Festival.

L’Ambasciata di Francia con l’Institut Français e la sua associazione Nuovi Mecenati sostengono i programmi francesi. Il British Council sostiene il collettivo Forced Entertainment nell’ambito delle celebrazioni shakespeariane. L’Ambasciata di Spagna favorisce giovani compagnie spagnole e assieme al Goethe-Institut promuoviamo artisti tedeschi. Quest’anno e per il prossimo biennio abbiamo stretto un rapporto molto importante con un altro paese europeo che è uno dei più attivi e innovativi a sostegno della scena contemporanea: l’Olanda, alla quale dedichiamo un focus speciale grazie al Performing Arts Fund – Fonds Podiumkunsten e all’Ambasciata dei Paesi Bassi.  La creazione non ha frontiere e Romaeuropa è un festival internazionale aperto al mondo: la Delegazione del Québec e l’Ambasciata d’Israele contribuiscono al festival 2016, oltre ai patrocini dell’Ambasciata USA, Grecia, Svizzera e Canada e Belgio.

L’Unione Europea sostiene il Festival in maniera strutturale attraverso il finanziamento del programma Europa Creativa alle reti Theatron, Aerowaves e The Littell Project.

L’Europa è ridiventata una sfida, una battaglia vinta decenni di anni fa ma che oggi va di nuovo difesa.  L’Europa è un’utopia realizzata, pur con i suoi difetti, ed è stata garanzia di pace per più di 70 anni. L’Unione Europea ha sostenuto la libertà di scambi, la circolazione di artisti e di giovani, ha permesso una migliore consapevolezza delle differenze culturali che è da considerare una straordinaria ricchezza. Si è creata una coscienza europea che alcuni cercano di negare. Il ruolo di un festival come il nostro è anche difendere i valori della convivenza e del rispetto dell’altro.

A nome del Consiglio d’Amministrazione della Fondazione Romaeuropa e dello staff del Festival ringrazio tutti coloro che ho citato e mi sento di farlo anche da parte degli artisti che saranno presentati.

Ho fatto un cenno ai romani, agli spettatori, che sono i destinatari dei nostri sforzi: insieme agli artisti siamo una comunità forte e numerosa che si porta altrove ogni anno.

 

Monique Veaute
Presidente