PETER BROOK

PETER BROOK

13 – 17 febbraio
h20.30
domenica h17 + 21

PALLADIUM UNIVERSITÀ ROMA TRE ROMAEUROPA E TEATRO DI ROMA

«Nel teatro nulla è fermo: alcuni temi semplicemente si esauriscono, mentre altri desiderano tornare a vivere», spiega Peter Brook a proposito della sua nuova mise en scène di The Suit (L’abito), con cui questo maestro del teatro torna sui palcoscenici della capitale.
The Suit è ispirato all’omonimo romanzo dello scrittore sudafricano Can Themba, una promessa della letteratura del Sudafrica, morto in povertà nel 1968 mentre i suoi scritti erano banditi, come accadeva a tutti gli autori neri durante l’Apartheid. È la bizzarra vicenda, dai tratti simbolici e surreali, di una coppia africana della classe media: tornato a casa in un orario insolito, Philomen trova la moglie, Matilda, con un amante, che scappa frettolosamente abbandonando i vestiti. A questo punto Philomen impone a Matilda di trattare l’abito come un ospite di riguardo, intrattenendolo, facendolo sedere a tavola e portandolo a passeggio, come permanente ricordo dell’adulterio.
Brook che da anni è interessato alla drammaturgia africana, come testimoniano Sizwe Banzi Est Mort o 11 and 12, rispetto alla sua prima versione in francese, Le Costume (1999), per questo nuovo allestimento nato a Le Théâtre des Bouffes du Nord nel 2012 si avvarrà della lingua originale del romanzo, l’inglese. Assieme ai suoi affezionati collaboratori Marie-Hélène Estienne e Franck Krawczyk, il regista britannico dirige tre attori, già protagonisti della sua versione di Il flauto magico di Wolfgang Amadeus Mozart applaudita nel Romaeuropa Festival 2011, realizzando uno spettacolo dove si dispiega quell’arte di raffinata semplicità scenica che è la sua cifra. In scena infatti anche un ensemble di musicisti eseguiranno dal vivo brani che da Franz Schubert spaziano fino a Miriam Makeba, per evocare l’atmosfera di Sophiatown, dove è ambientato The Suit: una township vicina a Johannesburg una volta abitata dall’intellighenzia artistica e politica dei neri sudafricani, finché nel 1955 venne rasa al suolo per decreto, e la sua popolazione deportata a Meadowlands (Soweto).

Tratto da The Suit di Can Themba, Mothobi Mutloatse e Barney Simon.
Traduttore: Luca Delgado
Adattamento, messa in scena e musiche Peter Brook, Marie-Hélène Estienne e Franck Krawczyk
Luci Philippe Vialatte
Elementi scenici e costumi Oria Puppo
Assistente alla regia Rikki Henry
Con Nonhlanhla Kheswa, Jared McNeill, William Nadylam
Musicisti Arthur Astier (chitarra), Raphaël Chambouvet, (piano), David Dupuis (tromba)
Prima assoluta a Parigi al Théâtre des Bouffes du Nord on 3-4-12
Produzione C.I.C.T. / Théâtre des Bouffes du Nord
Coproduction Fondazione Campania dei Festival / Napoli Teatro Festival Italia, Les Théâtres de la Ville de Luxembourg,
Young Vic Theatre, Théâtre de la Place – Liège
Con il supporto di C.I.R.T.
Co-realizzazione a Roma Palladium Università Roma Tre Romaeuropa e Teatro di Roma