REf18 racconta

The Repetition di Milo Rau

The Repetition di Milo Rau
dal 9 al 11 novembre
Teatro Vascello
da € 22 a 30

Drammaturgo e regista, oggi tra i più acclamati della scena europea, Milo Rau ha costruito tutto il suo percorso artistico lavorando sui concetti di realtà e di rappresentazione. L’artista svizzero con la sua compagnia di produzione International Institute of Political Murder (IIPM) ha suscitato spesso scalpore problematizzando la continua negoziazione tra il reale e le sue inevitabili manipolazioni culturali da parte dei media, della narrazioni storiche, delle comunicazioni politiche e perfino dell’arte o del cinema documentario in cui il reale appare sempre filtrato da uno sguardo ideologico.

 

Decostruire il concetto di verità vuol dire per Rau rintracciare un’estetica ‘nuovamente-realista’ basata sull’indagine maniacale e scientifica dei dati, e costruita sull’idea che solo la duplicazione, l’imitazione o la ‘ripetizione’ oggettiva degli stessi possa essere chiave di accesso alla nuda realtà. Si capisce, allora come, sin dal titolo, The Repetition – Historie(s) of Théâtre(s) affondi nel cuore della pratica artistica di Rau e come ne rappresenti, in qualche misura, il manifesto (e d’altronde proprio un manifesto alla stregua di Dogma95 sarà quello sul quale l’artista svizzero baserà la sua intera direzione artistica del National Theatre di Gent a partire dalla stagione 2018/19).

 

 

La scena è un set vuoto in cui s’incontrano alcuni degli attori della compagnia e attori amatoriali incontrati durante dei casting realizzati nella fase di ricerca a Liegi (come Suzy Cocco, donna di origine italiane, separata, dog-sitter ma solo per arrotondare la pensione, impegnata nella lotta per la difesa dei diritti dei rifugiati e figurante in alcuni dei film dei Fratelli Dardenne). In questo spazio Rau ricostruisce i provini e il dialogo con gli attori. Si scava nelle loro vite, si ride smascherando alcune contraddizioni nel cinema dei Dardenne (quasi a sottolineare quella contrapposizione tra un vecchio modo di intendere il reale e la sua documentazione e una nuova urgenza che ne smaschera il piano ideologico e manipolatorio) si parla di Liegi, delle sua vita industriale, della sua economia, dei suoi disoccupati; si scivola lentamente nella storia di Ihsane Jarfi.

 

Gli attori e i non-attori interpretano i suoi genitori, i suoi amici, ripetono le parole che furono dette durante il processo ai tre assassini, duplicano le loro parole, inventano attraverso il teatro quelle dello stesso Ihsane fino al crudo atto di violenza che ha posto fine alla sua vita. La scena si trasfigura nel luogo in cui il delitto fu consumato, corpi, storie e memorie si sovrappongono e il reale, infine, si manifesta con le sue ferite e le sue contraddizioni.

 

Eccoci a Liegi, aprile 2012. Una notte qualsiasi.

 

 

Ma se ‘ripetere’ la realtà vuol dire rintracciarne la violenza, allora ecco che una riflessione sulla sua rappresentazione non può non riguardare la storia del teatro con tutto il suo potere rituale e sociale, con i suoi confini e s-confini morali, e con l’eterno dubbio su ciò che può e non può essere mostrato su un palco scenico.

 

Sovrapponendo piani di lettura e linee di riflessione e suddividendo il suo spettacolo in sei atti, Rau smaschera la stessa costruzione teatrale e la interroga. Cita Shakespeare e Szymborska, denuda gli attori e il loro agire, fino a rivolgersi direttamente allo spettatore.

 

 

Come il pubblico di REf18 potrà vedere anche attraverso il film The Congo Tribunal (l’8 novembre in Opificio Romaeuropa) – in cui la rappresentazione scenica diviene strumento per interrogare ancora una volta la realtà e la politica e dove un documentario sulla guerra del Congo e sui suoi nefasti effetti e la finzione teatrale si sovrappongono fino a divenire irriconoscibili – per Rau il teatro non è altro che questo: l’arena in cui posizioni politiche e contrapposizioni culturali inconciliabili s’incontrano, lo spazio in cui più posizioni etiche si scontrano, il luogo in cui gli spettatori diventano testimoni di più prospettive del reale, e in cui il reale infine li affronta e li mette in crisi.

 

 

 

Quel luogo che affonda le sue radici nella storia, fino a raggiungere il magma ribollente in cui sembra forgiarsi lintera cultura occidentale, e in cui s’incontrano, oggi, il tragico e l’era post-industriale.

Matteo Antonaci

 

>> La playlist di REf18 continua a crescere. Direttamente dallo spettacolo ecco due brani da ascoltare nei prossimi mesi: Polynominial-C di Aphex Twin e Cold Song di Henry Purcell.

Potrebbe interessarti anche
8 novembre 2018
Opificio Romaeuropa Milo Rau The Congo Tribunal
29 - 30 settembre 2018
Auditorium Parco della Musica
Sala Petrassi
Prima nazionaleCaroline Guiela Nguyen • les Hommes Approximatifs Saigon
31 ottobre
3 novembre 2018
Teatro Vascello Motus • La MaMa PANORAMA