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La quarta edizione di W4DNA, con 6 appuntamenti disseminati nella prima parte dell’anno, accompagna professionisti, amatori, studiosi e curiosi verso il prossimo DNA2014, nell’ambito del Romaeuropa Festival. Le riflessioni di Ada D’Adamo, la visione degli studi e dei lavori coreografici degli artisti invitati, i laboratori formativi pratico-teorici e il percorso energetico proposto da Adriana Borriello si focalizzano sul tema danza e drammaturgia. Esiste una drammaturgia della danza? In che forma (o forme) si manifesta e che ruolo ha, oggi, nella crezione contemporanea? A partire da queste domande si articolerà una riflessione condivisa.

All’intero percorso di W4DNA2014 si affiancano una serie di sentieri paralleli e incrociati, tra pratico e teorico, con 3 laboratori formativi:
DNA lab a cura di Matteo Antonaci, DNA scritture con Elisa Biscotto, Angela Bozzaotra, Andrea Scappa, DNA movement a cura di Diana Damiani, Grazia Grosso, Chiara Ossicini, Ketty Russo, JOSEPH_Kids laboratorio a cura di Lisa Gilardino.

Sabato 25 Gennaio 2014
Opificio Telecom Italia

h 18.00 – Ingresso gratuito
Corpo come testo: alcune riflessioni su danza e drammaturgia a cura di Ada d’Adamo

h 19.00 – Ingresso gratuito
Giorgia Nardin Virginia, primo studio

Giorgia Nardin con questo solo – partendo dalla lettura del romanzo “Le Vergini Suicide” di Jeffrey Eugenides – sente l’esigenza di indagare la perdita. Come il corpo può parlare di quello che non c’è più, come in esso riecheggi una mancanza? Se ciò che rimane prende forza solo quando è vissuto attraverso il ricordo, che cosa si conserva e cosa si perde? Il lavoro parte dalla rielaborazione fisica di sensazioni legate alla nostalgia, intesa come momento difficile di ritorno, attraverso la memoria, a condizioni passate di cui rimangono solo le rovine. Il tentativo è quello di esporre il corpo attraverso un vocabolario piccolo e dettagliato di azioni insicure e irrequiete.

di e con Giorgia Nardin

h 20.00 – 5 Euro
Marina Giovannini Meditation on beauty N.1 – Meditation on beauty N.2

Che senso ha l’esistenza della bellezza? Come si declina l’idea della grazia? In un luogo senza cornice, le danzatrici di “Meditation on beauty” si muovono in uno spazio di parallelepipedi e traducono in gesto quella necessità di bellezza che è condizione vitale. Il lavoro si divide in due parti. Ogni passaggio risponde all’estetica di un atto coreografico che si pone al di fuori dell’idea di spettacolarizzazione per manifestarsi come un segno di esistenza, un’azione di riappropriazione dello spazio del corpo. “Meditation on beauty” è il femminile, fragile e potente, la relazione con ciò che è bello, la necessità della grazia, la ricerca dell’equilibrio.

coreografia Marina Giovannini con Marta Capaccioli, Veronica Cornacchini, Marina Giovannini, Lucrezia Palandrimusica Nina Simone produzione CAB008

Sabato 15 Febbraio 2014
Opificio Telecom Italia- Ingresso gratuito

h.18.00
Frasi coreografiche di Anna Basti e Nicola Galli Riflessioni di Ada d’Adamo

h 19.00
Claudia Catarzi 40.000 centimetri quadrati

Un corpo solo, ridotto all’essenziale, che porta in scena se stesso in uno spazio limitato. Claudia Catarzi parte dal desiderio di riscoprire cosa il corpo da solo possa ancora restituire, con la sua incondizionata onestà, lasciando che l’idea risieda nel movimento, nella possibilità di fascinazione che è nella concentrazione dell’atto e nel parlare il linguaggio della danza. Ricercare, per trovare dentro un limite preciso, l’accessibilità a condizioni impossibili, scoprire la duttilità del corpo nel risiedere in spazi specifici. La costrizione incide sull’intelligenza del corpo che esprime capacità di adattamento. Il tempo speso in questo spazio è humus vitale.

di e con Claudia Catarzi disegno luci Massimiliano Calvetti produzione Company Blu con il contributo di MiBac e Regione Toscana

h 19.30
Elena Giannotti Lo sguardo del cane

“Lo sguardo del cane” fa parte di una serie di composizioni chiamate  RIA- Rider In Arena. L’assolo esplora la relazione tra l’interprete e gli elementi eterei della performance, quello che si afferra della visione, della trasmissione da occhio a occhio. La coreografia circola intorno alla discontinuità fra ciò che viene fatto, ciò che viene visto e i resti della nostra esperienza. Il lavoro mette il danzatore al centro di una matassa coreografica dove strati di struttura diventano come fantasmi. I movimenti, intricati e minimalisti, vengono eseguiti con precisione e dimenticanza. “Lo sguardo del cane” trae ispirazione da La Visione di Sant’Agostino (Sant’Agostino nello Studio) di Vittore Carpaccio (c. 1465 – 1525/1526).

ideazione Jadec N’Aren coreografia e danza Elena Giannotti con il contributo di Max Barachini e Mikel Aristegui produzione Company Blu
con il supporto di Centro Artistico Il Grattacielo Livorno, CSC- Bassano del Grappa, Dance Ireland

Sabato 22 Marzo 2014
Opificio Telecom Italia – Ingresso gratuito

h 18.00 + h 19.00
Manfredi Perego Attraversamenti (abstract-view) n.8

“Attraversamenti (abstract-view)” è un progetto a numerazione progressiva di improvvisazione spaziale nel quale il performer lascia che lo spazio che lo ospita lo attraversi generando suggestioni ed emozioni. Fondamentali sono le sensazioni raccolte nei momenti precedenti la performance, specifica e unica in ogni luogo. “Attraversamenti (abstract-view)”, corrisponde a un quadro che si forma e si distrugge alla fine di ogni suo sviluppo. La sua traduzione nella forma poetica giapponese dell’Haiku è luogo fuori me, inconsapevolmente, traduco atti.
Il numero 8 si svolge in due luoghi dell’Opificio Telecom Italia in due tempi separati.

di e con Manfredi Perego produzione Ass.eracquariodanza-Maison 22

h 18.30
Caterina Basso Il volume com’era

“Il volume com’era” parte da un corpo che muove oggetti invisibili, seguendo un ritmo interno, un agire fatto di spostamenti e piccoli tracciati nello spazio. Seguendo piste non lineari, procedendo per tentativi, dissemina lo spazio di giochi e disegni, di suoni non udibili. Un andamento frammentato ma naturale che si trasmette dall’attività delle mani, a tutto il corpo. Un’attività che a tratti diventa insistente, compulsiva: la ricerca di un’autodisciplina, di istruzioni da seguire, di un compito che renda meccanici. Un corpo bloccato da limiti ben definiti, che non trova il posto giusto, il conforto di sentirsi accolto in un dettaglio di tempo e di spazio, la casa, il sollievo della relazione. Uno spazio fatto di presenze mancanti.

di e con Caterina Basso musica Mental Radio Matmos
progetto nato all’interno del percorso Prima Danza della Biennale di Venezia 2013
produzione ALDES e Teatro Am Stra Gram di Ginevra
con il sostegno di Centro Mousiké di Bologna, Tir Danza di Modena

Riflessioni di Ada d’Adamo

11 Aprile 2014
WAITING FOR DNA TALK
Waiting for NID platform 2014

Opificio Telecom Italia h 15.30 – Ingresso libero

Avere radici per oltrepassare confini. Essere stabili per scoprirsi dinamici. Il rapporto tra stabilità e mobilità all’interno delle arti performative contemporanee (così come nell’arte in generale) è argomento delicatissimo all’interno del quale si sviluppano e incontrano problematiche apparentemente differenti: economie, estetiche, sistemi di produzione e promozione, ricerca di nuovi linguaggi e loro sedimentazione, relazione del microcosmo artistico con il macrocosmo culturale e sociale che lo ospita o, in altre parole, il territorio in cui la contemporaneità artistica si confronta con le incertezze, le disillusioni, le praticità e le problematiche della contemporaneità storica.  La Fondazione Romaeuropa, dopo aver ospitato lo scorso 25 ottobre nell’ambito di DNA 2013 un incontro sul tema “stabilità e mobilità della danza contemporanea”, torna a focalizzare la sua attenzione sulle questioni più urgenti delle discipline coreografiche. Il prossimo 11 aprile si svolge presso l’Opificio Telecom Italia in sinergia con Fondazione Toscana Spettacolo capofila dell’RTO – il raggruppamento temporaneo di operatori che organizzano in stretta condivisione con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e Regione Toscana la seconda edizione di NID platform che si terrà a Pisa dal 22 al 25 maggio 2014 – un incontro pubblico sul tema, per una Piattaforma made in Italy. Waiting for NID platform è un punto di raccordo e di rilancio per allargare la riflessione, coinvolgere gli artisti e confrontarsi su tematiche urgenti come la mobilità internazionale a partire dalla nostra peculiarità.

Il programma dettagliato dell’incontro sarà disponibile dal 21 marzo 2014

NID Platform è un progetto di RTO: FTS – Fondazione Toscana Spettacolo (capofila), A.Artisti Associati – Circuito della Danza del Friuli Venezia Giulia, AMAT Associazione Marchigiana Attività Teatrali, ARTEVEN Associazione Regionale per la diffusione del Teatro e della Cultura nelle Comunità Venete, Associazione ArtedanzaE20, Associazione Danzarte – Circuito Danza Lombardia, Associazione Electa Creative Arts, Associazione Enti Locali per lo Spettacolo – Circuito Pubblico della Provincia di Cagliari, Associazione Mosaico Danza, ATER Danza – Associazione Teatrale Emilia Romagna, CDTM – Circuito Campano della Danza, Centro Spettacolo Culturale Anymore Soc. Coop., CRO-ME– Cronaca e Memoria dello Spettacolo, Daniele Cipriani Entertainment Soc. Coop, Fondazione Fabbrica Europa per le arti contemporanee, Fondazione Teatro di Pisa TPP Teatro Pubblico Pugliese con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale per lo spettacolo dal vivo e Regione Toscana.

Sabato 12 Aprile 2014 h 21.00
Domenica 13 Aprile h 18.00 + h 21.00
Opificio Telecom Italia- Ingresso 5€

Alessandro Sciarroni Joseph_kids

Dopo il grande successo di Joseph, il primo solo di Alessandro Sciarroni, che ha visto la luce nel 2011 e che in meno di due anni è stato presentato in 10 paesi europei all’interno delle più interessanti programmazioni di teatro e danza contemporanea, l’autore torna a riflettere sui meccanismi della creazione scenica ripensando la produzione per il pubblico dell’infanzia. JOSEPH_kids vede in scena la presenza di un unico interprete, un uomo solo, davanti ad un computer portatile. Come nella versione per il pubblico adulto, l’interprete va alla ricerca della sua immagine, che di volta in volta, viene proiettata, deformata, raddoppiata e scomposta attraverso una webcam e alcuni semplici effetti video. Joseph fa le sue scelte davanti ad un pubblico/testimone che riesce a seguire l’evoluzione di questo monologo fisico attraverso una grande videoproiezione che riproduce fedelmente la schermata del computer. Dapprima serio e rigoroso, il viaggio di Joseph diventa ironico e inaspettato quando l’uomo finge un duello western virtuale, intenso mentre la sua immagine si scompone in una magia di raggi di luce e sorprendente, mentre il suo sguardo perde le sembianze umane fino a diventare alieno. La grande immagine proiettata ingloba in questo percorso tutto il giovane pubblico in sala, con un finale inaspettato.
Il lavoro intende porre il pubblico dell’infanzia davanti alla possibilità di osservare i mezzi tecnologici come possibili veicolatori di creatività e non di mera alienazione. JOSEPH_kids è uno spettacolo che sa divertire e anche far riflettere, che sa far maturare l’idea di potersi muovere in uno spazio performativo in maniera mai scontata. É un lavoro che prende in considerazione la profonda intelligenza e intuizione che ogni giovane spettatore (e possibile performer) porta con sé.

di Alessandro Sciarroni con Michele Di Stefan e Marco D’Agostin produzione Corpoceleste_C.C.00# in coproduzione con ARMUNIA/FESTIVAL INEQUILIBRIO con il sostegno di Teatro Stabile delle Marche in collaborazione con Teatro Pubblico Pugliese/La Scena dei Ragazzi

Pensato per un pubblico + 6 anni

WAITING FOR DNA EN PLEIN AIR
Sabato e Domenica 10/11 Maggio 2014
Sabato e Domenica 07/08 Giugno 2014
Villa Borghese h 10.30 / 13.30 – Ingresso gratuito

Percorsi energetico formali: un punto di vista sulla drammaturgia del movimento
a cura di Adriana Borriello

In due week end, quello del 10, 11 maggio e quello del 7 ,8 giugno en plein air, Adriana Borriello arricchisce la riflessione teorica e visiva affrontata durante i primi mesi dell’anno, con un momento di pratica dove professionisti e amatori di ogni età sono invitati a partecipare. Il laboratorio si focalizza sulla pratica corporea, individuale e collettiva, basata su concetti energetici del movimento. Il corpo come materia (pieno/vuoto) e vibrazione (movimento/suono) è esperito in condizione di stasi e moto attraverso percorsi energetico formali del flusso di movimento. La traslazione tra alcuni parametri e principi di organizzazione del suono e del movimento esplora anche gli aspetti energetico/drammaturgici delle loro declinazioni. Il concetto di drammaturgia è qui inteso nella sua accezione più astratta, il come dell’atto di scolpire il tempo e lo spazio, nel rispetto della natura polisemantica della danza.

Riflessioni di Ada d’Adamo

Iscrizione necessaria: promozione@romaeuropa.net / comunicazione@romaeuropa.net


Ada d’Adamo

Vive e lavora a Roma, dove si è diplomata all’Accademia Nazionale di Danza e si è laureata in Lettere con una tesi sul rapporto tra danza e video. Nel decennio 1992-2002 ha collaborato con il Dipartimento di Arti e Scienze dello Spettacolo dell’Università “La Sapienza”, dove ha svolto attività didattica e di ricerca. Ha scritto e curato volumi sulla danza e il teatro del Novecento, tra i quali le monografie Danzare il rito. Le sacre du printemps attraverso il Novecento (Bulzoni, 1999) e Mats Ek (L’Epos, 2002); l’intervista Emio Greco|PC (L’Epos, 2004), la raccolta di Mario Martone Chiaroscuri. Scritti tra cinema e teatro (Bompiani, 2004); i cataloghi 1986-2010: 25 anni di Romaeuropa Festival (Electa, 2010) e Spazi per la danza contemporanea (Editoria & Spettacolo, 2009). Nel 2012 ha pubblicato Il corpo insorto nella pratica performativa di Habillé d’eau (Editoria & Spettacolo).