Regista e compositore sudcoreano, Jaha Koo si è imposto sulla scena internazionale con uno stile ibrido e personalissimo, capace di intrecciare musica, video e performer robotici per riflettere sull’assimilazione culturale, con tutti i suoi conflitti e paradossi. Nel 2026 ha ricevuto il Premio Internazionale Ibsen, uno dei riconoscimenti più prestigiosi al mondo per le arti performative, diventando il primo artista asiatico a ottenerlo. Con Haribo Kimchi approda per la prima volta al Romaeuropa Festival, portando in scena un’esperienza che coinvolge tutti i sensi. Qui cibo e suono diventano materia narrativa: il gusto sorprendente della zuppa di alghe, il rumore netto di un coltello che affetta i cetrioli, il borbottio dei funghi sul fuoco vivo, l’aroma inconfondibile del kimchi (il cavolo fermentato simbolo della tradizione coreana). È proprio da qui che si apre la scena: un pojangmacha, il tipico chiosco notturno di street food che anima le strade della Corea del Sud. In questo spazio sospeso tra quotidianità e immaginazione, Koo introduce tre personaggi improbabili (una lumaca, un orsetto gommoso e un’anguilla) che ci guidano in un viaggio culinario e identitario, dove il cibo diventa rifugio per chi si sente lontano dalle proprie radici. Attraverso aneddoti intimi e surreali, lo spettacolo attraversa la storia e la cultura del kimchi, racconta la violenza amara del razzismo, la vergogna dei tentativi di “mimetizzarsi” e il desiderio ostinato di custodire il sapore di casa.
Ne nasce una performance poetica e avvincente, attraversata da una malinconia dolceamara: come una marinatura, come un ingrediente che continua a rivelarsi, lentamente, boccone dopo boccone.
Jaha Koo è un autore e regista di teatro/performance, compositore e videomaker sudcoreano. La sua pratica artistica oscilla tra multimedialità e performance, intrecciando musica, video, testo e oggetti robotici.
Il suo progetto più recente, la Hamartia Trilogy, comprende Lolling and Rolling (2015), Cuckoo (2017) e The History of Korean Western Theatre (2020). La trilogia rappresenta una ricerca di lungo periodo sul paesaggio politico, la storia coloniale e l’identità culturale dell’Asia orientale. Sul piano tematico, si concentra sulle questioni strutturali della società coreana e su come un passato ineludibile continui a incidere tragicamente sulle nostre vite nel presente. Haribo Kimchi, il suo lavoro più recente, ha debuttato nel 2024.
Crediti
concept, testo, regia, musica, suono e video Jaha Koo
performance Gona, Haribo, Eel, Jaha Koo e due ospiti
drammaturgia Dries Douibi
scenografia, collaborazione alla ricerca e media operation Eunkyung Jeong
consulenza artistica Pol Heyvaert
coordinamento tecnico Korneel Coessens
tecnica Bart Huybrechts, Babette Poncelet e Jasse Vergauwe
coordinamento di produzione Wim Clapdorp
revisione inglese Jason Wrubell
animazione della lumaca Vincent Lynen
Produzione CAMPO
Coproduzione Kunstenfestivaldesarts (Bruxelles), Rideau de Bruxelles, Theater Utrecht, SPRING Festival (Utrecht), Festival d’Automne à Paris, Théâtre de la Bastille (Parigi), Tangente St. Pölten – Festival für Gegenwartskultur, &Espoo Theatre (Espoo), International Summer Festival Kampnagel (Amburgo), Sophiensaele (Berlino), Meet You Festival (Valladolid), Bunker (Lubiana), National Theatre and Concert Hall Taipei, The Divine Comedy International Theater Festival / Teatr ?a?nia Nowa (Cracovia) e Perpodium
Con il supporto di Tax Shelter del Governo Federale Belga tramite Cronos Invest e il Governo delle Fiandre
Il prototipo dell’anguilla è stato sviluppato nell’ambito del funnel di Innovation:Lab, in coproduzione con Theater Utrecht e i creative technologists Adriaan Wormgoor e Willem Vooijs.