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Bruno Ganz


Nato a Zurigo nel 1941, dopo gli studi di recitazione si trasferisce a Brema dove inizia a collaborare con un gruppo di giovani artisti tra cui Peter Stein, Peter Zadek e Kurt Hubner. E proprio con Peter Stein fonda a Berlino, nel 1970, la compagnia della Schaubühne, il cui principio fondamentale risiedeva nella creazione collettiva, senza gerarchie e ruoli. Nascono così diversi spettacoli, tra cui La madre di Gorkij (1970), Peer Gynt di Ibsen (1971) e Il principe di Homburg di Kleist (1972). Nello stesso anno debutta al Salzburger Festspiele con Der Ignorant und der Wahnsinnige di Thomas Bernhard e la regia di Claus Peymann, per il quale ottiene il premio di Attore dell’anno indetto dalla rivista tedesca Theater Heute. Sotto la direzione di Grüber interpreta Le baccanti di Euripide (1974) ed Empedocle di Hölderlin (1975), entrambe parte del Progetto sugli antichi. Esercizi per attori ideato dallo stesso Grüber in collaborazione con Stein.
Attore versatile capace di creare personaggi incisivi mettendone in luce gli aspetti interiori attraverso un perfetto controllo della parola ed una mimica mai esagerata, Bruno Ganz riesce a passare con facilità dal teatro al cinema dove lavora con importanti registi. In questi anni gira tra gli altri Lumiere (1976) di Jeanne Moreau, La marchesa von O… (1976) di Eric Romher, L’amico americano (1977) di Wim Wenders – con quest’ultimo lavorerà anche ne Il cielo sopra Berlino (1987) e Così lontano, così vicino (1994) -, La donna mancina e L’assenza (1994) di Peter Handke, Nosferatu (1979) di Werner Herzog, The inventor (1980) di Kurt Gloor, Oggetti smarriti (1980) e La domenica specialmente (1991) di Giuseppe Bertolucci, Circle of deceit (1992) di Volker Schlondorff.
Nel 1982 torna al teatro in una storica versione di Amleto firmata da Grüber, a cui segue, nel 1984, Parco di Botho Strauss con la regia di Peter Stein, e nel 1986, Prometeo incatenato di Eschilo di nuovo sotto la direzione di Grüber. Nuovo passaggio al cinema con Pane e tulipani di Silvio Soldini (2000) e La forza del passato di Piergiorgio Gay (2002).
Nel 2000 prende parte al Faust, mastodontico ed innovativo progetto di Peter Stein della durata di 13 ore.
Nel 2004 interpreta, in modo discusso per l’eccessiva umanità che gli conferisce, il personaggio di Hitler in La caduta, opera cinematografica altrettanto discussa sugli ultimi giorni del dittatore.

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