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Cuadra de Sevilla – Salvador Távora


Fin dalla sua nascita, nel 1971, la Cuadra de Sevilla ha svolto un ruolo fondamentale nella restituzione alla cultura andalusa della propria realtà storica più profonda, al di là di ogni manipolazione folklorica e superficiale. Guidata da Salvador Távora, la compagnia si è trasformata in un fenomeno unico dello spettacolo spagnolo, attraverso l’elaborazione di un linguaggio che attinge al vivere quotidiano andaluso e definisce una poetica dei sentimenti affidata ad una forte fisicità e ritualità nell’azione. Negli anni, Távora ha creato per la Cuadra ben quindici spettacoli, che l’hanno portata in giro per il mondo con oltre tremila spettacoli e ben due milioni di spettatori, consolidandone la posizione di ambasciatrice privilegiata della cultura andalusa.
Fra le sue produzioni si ricordano Quejío (1972) e Los palos (1975), opere dalla forte connotazione antifranchista, Andalucía amarga (1979), Nanas de espinas (1982) e Piel de toro (1985), entrambe per la Biennale d’Arte di Siviglia, Las Bacantes (1987), Cronica de una muerte anunciada (1990/1991, da Gabriel García Márquez), Picasso Andaluz ola muerte del Minotauro (1992/1994), Identidades (1994/1996).
Il 1996 è poi l’anno del grande successo di Carmen, una rilettura della leggenda della sigaraia di Triana che elimina tutti gli orpelli romanzeschi di Mérimée e Bizet, e rivela la forte carica politica del personaggio di una donna in lotta contro le convenzioni sociali del suo tempo.
Il consenso internazionale viene confermato dalle due opere successive, Don Juan en los Ruedos (2000) e Imágenes Andaluzas para Cármina Burana (2003), su musiche di Carl Orff.
Per il rigore con cui, nei lavori teatrali con la Cuadra, ha saputo riportare alla ribalta le radici della cultura andalusa, Salvador Távora ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra i quali la Medalla de Oro al Mérito en las Bellas Artes, ricevuta nel 1986 da Re Juan Carlos in persona, il premio Andalucía de Teatro 1990, conferito dalla Consejeria de Cultura de la Junta de Andalucía, e la nomina di Andaluso dell’Anno 1993 da parte della Federacion de Entidades Culturales Andaluzas en Cataluna.

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