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Fabrizio Plessi


A partire dal 1968, l’acqua diviene il tema principale nel lavoro dell’artista veneziano Fabrizio Plessi. Collegando questo elemento ancestrale, antico, primordiale alla televisione fredda e tecnologica, egli inserisce il suo lavoro entro spazi ampi, giocando con la teatralità, l’atmosfera, il suono. Negli anni successivi il tema delle sue opere si avvicina alla natura delle possibilità ambientali del video, incorporando strutture tridimensionali. Plessi si rivolge a tutti i sensi, confonde le percezioni, rappresenta i paradossi rinviandoli alla sfera intima. Le sue opere sono state esposte alla Biennale di Venezia, a Documenta di Kassel, al Museo Spagnolo di Arte Contemporanea di Madrid, al Palazzo dei Diamanti di Ferrara, alla Biennale Artec ’89 di Nagoya (Giappone) e, ancora, nei musei di Berlino, Vienna, Colonia, Barcellona, Dortmund. Premio internazionale L’immagine elettronica nel 1987, è premiato inoltre alla XIII Quadriennale di Roma, vince ad Hannover il prestigioso premio Kunstpreis der Nord/lb, il concorso internazionale per il padiglione dell’Euregio all’Expò 2000 di Hannover.
Fra le sue più complesse ed imponenti installazioni ricordiamo Il Fiume della Storia per il Landesmuseum di Mainz, Fez-Fez per il Mausoleum di Graz, Acquedotto Elettronico per il Kunstverein di Heidelberg, Mysterium Wein per l’Historisches Museum der Pfalz a Speyer, la videoscultura Movimenti Catodici Barocchi a Napoli in occasione dell’apertura della Città della Scienza alla fondazione IDIS, L’Arca dell’Arte nel Kunsthistorisches Museum di Vienna. Nel 1999 a Berlino, per il nuovo edificio della Sony progettato da Helmut Jahn a Postdamer Platz, crea una gigantesca cascata elettronica che si scompone in sedici milioni di colori differenti. Nel 2002 collabora con Calvin Klein creando una serie di installazioni sospese ed in movimento per gli spazi espositivi dello stilista americano a New York, a Dallas e a Parigi. Nel 2003, in occasione dell’inaugurazione del Salone del Mobile a Milano, con il coordinamento artistico di Robert Wilson e le musiche di Philip Glass, crea sotto la trecentesca Loggia dei Mercanti una videoinstallazione con dieci grandi barche di fuoco, capovolte, che si muovono sulla testa dei visitatori stravolgendone ogni logica percezione.
Plessi è professore di Umanesimo della tecnologia alla Kunsthochschule far Medien di Colonia.

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