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Giovanni Lindo Ferretti


Giovanni Lindo Ferretti è una delle figure di maggior prestigio nel panorama della musica italiana. La sua carriera ha inizio dopo l’incontro con Massimo Zamboni (chitarra) durante un viaggio a Berlino nel 1982. I due si muniscono di drum machine e suonano in giro per la Germania, rifacendosi soprattutto al punk espressionista di Einsturzende Neubauten. Nascono così i CCCP: un gruppo di punk filosovietico e di musica melodica emiliana. I CCCP (Massimo Zamboni, Giovanni Lindo Ferretti, Danilo Fatur, Antonella “Annarella” Giudici) sono stati un gruppo di rottura per l’impegno e la profondità dei testi e per il coraggioso ostinarsi a non cedere a scelte di comodo, rimanendo lontani dal circuito commerciale. Nel 1990, dopo lo straordinario ultimo disco Epica, Etica, Etnica, Pathos, il gruppo si scioglie. Restano le parole di Ferretti, la consapevolezza di non essere per sempre legati alla dimensione cantautorale per esprimere in italiano qualcosa che vada oltre la banalità, e un suono semplice ma efficace, che fa della sua povertà la maggiore dote, mettendo a nudo le personalità fortissime di coloro che lo hanno creato. Ci sarà una pausa, poi nel 1992 gli stessi si trasformano in CSI (Consorzio Suonatori Indipendenti), anch’essi destinati a lasciare un segno nella storia della musica italiana. Dallo scioglimento dei CSI, nascono nel 2002, i PGR (Per Grazia Ricevuta), improntati a sonorità electro-world, con la produzione di Hector Zazou e il mixaggio di Peter Walsh, con i quali Ferretti pubblica Per grazia ricevuta (2002) e Montesole (2003). Nel frattempo il cantautore ha realizzato Co.dex: il suo disco da solista, in cui testi e sperimentazione sonore si sposano alla ricerca di quella musica che “è ciò che sta fra la Terra e il Cielo, (…) l’unica delle arti che riesca a espandersi e a occupare lo spazio, e poi salire, salire, salire…”.
Nel 2003 crea con Giorgio Barberio Corsetti lo spettacolo Iniziali BCGLF, in cui i suoi appunti di viaggi, sogni, racconti, ma anche vecchie canzoni convergono in una struttura teatrale animata da acrobati, musicisti, attori ed immagini.
Da alcuni anni, Ferretti dirige a Bologna un laboratorio sperimentale, Bottega di Musica e Comunicazione, punto di incontro fra musica, parole, immagini: “È un luogo fisico architettonico”, dice Ferretti, “e un gruppo di persone, molto diverse tra loro da ogni punto di vista, che condividono, secondo le proprie aspirazioni, capacità, meriti, un progetto nebuloso. Astronomia è la parola che se le porta tutte via. Non si insegna a suonare, a cantare, a fare l’attore il presentatore la ballerina. Ci si interroga in quello spazio che sta tra: comunicazione e musica”.