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J.P. Bimeni & The Black Belts


Rifugiato a Londra fin dai primi anni 2000, J.P. Bimeni sorprende con una voce che ricorda il soul del primo Otis Redding, in cui risuona l’anima dell’Africa. Le canzoni di Bimeni parlano di amore e perdita, speranza e paura, e delle esperienze straordinarie con cui la vita lo ha messo alla prova. Discendente di una famiglia reale burundese, Bimeni lascia il suo paese all’età di 15 anni durante la guerra civile. Fugge e ottiene lo stato di rifugiato nel Regno Unito. Si trasferisce ancora a Londra nel 2001, dove abbraccia le infinite possibilità musicali che la città offre: jam sessions con la band di Roots Manuva, serate open mic insieme a Shingai Shoniwa dei Noisettes e un incontro con una Adele allora adolescente. Ma è l’invito a unirsi ad una band tributo ad Otis Redding nel 2013 a portarlo verso la strada che ancora oggi sta percorrendo. Partecipando come ospite del gruppo funk Speedometer a uno show in Spagna nel 2017, viene notato dalla Tucxtone Records, che da subito capisce di aver trovato l’uomo giusto. È così che ha inizio il suo progetto insieme ai Black Belts – Rodrigo Diaz “Nino” (batteria e percussioni), Pablo “Bassman” CanoFernando Vasco “Two guns” (chitarra), Ricardo Martinez (tromba) e Rafael Diaz (sax). Con loro Bimeni registra il suo Free Me, un album che sembra essere una profonda colonna sonora per la sua stessa vita.