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Kevin Volans


Nato a Pietermaritzburg nel 1949, dopo la laurea si trasferisce a Colonia, dove studia con Karlheinz Stockhausen e ne diventa l’assistente nel 1975. Si perfeziona nel frattempo con Mauricio Kagel in musica teatrale e con Aloys Kontarsky nel pianoforte, appassionandosi anche alla musica elettronica. In questo periodo le sue composizioni uniscono ritmi africani tradizionali (spesso ascoltati e registrati sul campo) alla cosiddetta Nieuwe Eenvoud, il movimento postmoderno della New Simplicity: è anche grazie alle frequenti registrazioni per la radio tedesca e per quella belga, che Volans si avvia dunque ad una brillante carriera di insegnante, prima all’Università di Natal, poi a Darmstadt e, come compositore residente, alla Queen’s University di Belfast e a Princeton.
Divenuto cittadino irlandese nel 1986, inizia una proficua collaborazione con il Kronos Quartet, per il quale scrive, tra gli altri, White Man Sleeps (1986), Hunting: Gathering (1987), The Songlines (1988): il successo di questi brani, eseguiti dal gruppo in kermesse come il Festival di Salisburgo o il Montreal Jazz Festival e poi incisi su disco, procurano a Volans una fama crescente. Da allora, centinaia di concerti, registrazioni e performance internazionali lo hanno reso un ospite abituale delle più prestigiose piazze musicali (il Berliner Festwoche, il Lincoln Center di New York, l’Interlink Festival di Tokyo, il World Music Day di Bonn, della Stadt Oper di Vienna), senza dimenticare i consensi riscossi dal suo impegno nel campo del teatro e della danza, nel cui ambito ha composto musica per il White Oak Dance Project, per Daniel Ezralow e Judith Marcuse, per Shobana Jeyasingh, per Jonathan Burrows, per la Rambert Dance Company e Siobhan Davies, per Roberto Costello e il Ballet North.

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