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Marion D’Amburgo


Marion D’Amburgo, figura di attrice poliedrica, classe 1952. Nel 1972 fonda insieme a Federico Tiezzi e Sandro Lombardi la compagnia teatrale il Carrozzone (poi Magazzini Criminali ed attualmente Compagnia Teatrale i Magazzini) a cui lega la sua storia di attrice. Il debutto avviene con Morte di Francesco (1972), a cui seguono La donna stanca incontra il sole (1973), Lo spirito del giardino delle erbacce (1976), Punto di rottura (1979), Crollo nervoso (1980), Sulla strada (1982), spettacoli che per l’attenta ricerca drammaturgica (non intesa solo in senso testuale) conducono la compagnia ad essere riconosciuta come una delle migliori dell’avanguardia italiana. Con Genet a Tangeri del 1984 si apre per il gruppo una nuova fase di ricerca che, sostenuta ed alimentata dai testi di Federico Tiezzi, si dirige e perlustra il terreno di un teatro di poesia. D’Amburgo è quindi interprete di testi quali Ritratto dell’attore da giovane (1985), Vita immaginaria di Paolo Uccello (1985) e poi, sempre con la direzione di Tiezzi, di Medeamaterial di Müller, di Inferno, Purgatorio, Paradiso, lavoro drammaturgico su la Commedia dantesca, de Il Cantico dei Cantici (1997) – solo per citarne alcuni. A questi lavori si affiancano e seguono altre prove di attrice non legate all’attività della compagnia quali Madre Courage per la regia di Billi e Marconcini (1988), Giganti della montagna di Luigi Pirandello con la regia di Carlo Quartucci (1989), Giorni felici di Samuel Beckett per la regia di Giancarlo Cauteruccio (1996), per arrivare infine al recentissimo omaggio di Franco Scaldati Pupa Regina opere di fango (2003) di cui è anche regista (in collaborazione con Lucia Ragni) oltre che interprete.
Accanto al lavoro di attrice svolge anche quello di costumista, disegnando infatti i costumi per Ambleto di Giovanni Testori (2001) per la regia di Federico Tiezzi, quelli per Boheme di Giacomo Puccini (2002), regia di Giovanni Scandella, per Antigone di Bertold Brecht per la regia di Federico Tizzi, per Cantos, concerto scenico di Francesca della Monica per la regia di Massimo Verdastro e da ultimo per Eros e Priapo di Carlo Emilio Gadda (2005) con la regia di Roberto Bacci.
La versatilità e la potenza della voce, un vero e proprio strumento musicale che rende materia tangibile il testo ne hanno fatto un’ottima interprete non solo di opere, ma anche di performance musicali per autori quali John Hassel e Giacomo Manzoni.

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