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Najat Aatabou


Nata nel 1960 da una famiglia berbera nel cuore montagnoso del Marocco, a Khemisset, Najat Aatabou è diventata famosa per le sue interpretazioni di canzoni della tradizione berbera ed araba. La sua vocazione per la musica provocò una rottura con la famiglia, costringendola a trasferirsi a Casablanca, luogo che è stato per lei una vera e propria scuola, amalgamandosi qui le tre diverse anime del paese: berbera, africana ed araba.
Dotata di un temperamento esuberante, Najat si è imposta velocemente sulla scena musicale del suo paese, al punto da rappresentare uno dei più originali fenomeni musicali degli anni Ottanta. La sua voce acuta ed aspra ed il suo modo di cantare, sia in arabo dialettale che nella lingua nativa, hanno portato nella musica maghrebina il pathos, la vitalità e l’energia delle tradizioni popolari della sua regione. Ella stessa scrive i testi delle sue canzoni nella lingua nativa, per poi tradurli in arabo e in francese, dove racconta i dolori e le emozioni della sua gente, e soprattutto la condizione delle donne che lei incoraggia alla lotta per conquistare una libertà da usare con responsabilità. Portavoce rappresentativa della cultura e della tradizione del Marocco, ha conquistato ben presto una fama internazionale. Seguitissima nelle numerose tournée all’estero soprattutto dai connazionali emigrati, è capace di parlare con immediatezza e semplicità attraverso la musica.
Tra le sue ultime registrazioni si ricordano Country girl & city women (1997) e The voice of the Atlas (1999).
L’ultima apparizione in Italia risale al 2000, al Teatro Verdi di Firenze.
Protagonista nel 2005 di Maroc qui swingue, documentario di produzione olandese, presentato ad Amsterdam, che ripercorre la sua storia artistica e familiare, vive e lavora ora a Casablanca.

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