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Orchestre de Paris


Pierre Boulez / Orchestre de Paris: Concerto su musica di Bartók, Boulez, Ravel (1987)
L’origine dell’Orchestre de Paris risale alla Société des concerts du Conservatoire, nata nel 1828 per volere di François-Antoine Habeneck e Luigi Cherubini e finalizzata a far scoprire al pubblico dell’epoca alcuni autori contemporanei allora poco conosciuti, come gli stessi Mendelssohn, Schubert o Beethoven. Grazie a questo scopo divulgativo ed al carattere impeccabile delle esecuzioni, peculiarità tutt’oggi fondamentali dell’ensemble, l’Orchestra del Conservatorio riceve consensi in tutta Europa, compresi quelli di compositori particolarmente esigenti quali Berlioz e Wagner.
Ma è solo nel 1967 che si assiste alla nascita effettiva dell’Orchestre de Paris, quando l’allora ministro degli affari culturali André Malraux e il suo “directeur de la musique”, Marcel Landowski, trasformano la Société in una formazione dalla più ampia caratura internazionale, destinata a svolgere, come recita il suo statuto, “un ruolo di primo piano nella vita musicale non solo parigina, e ad assicurare in tutto il mondo il prestigio culturale della Francia”.
Pur mantenendo questi propositi, grazie a periodiche tournées europee, il compito fondamentale che l’Orchestre de Paris condivide con le analoghe formazioni dell’Orchestre National d’Île-de-France e dell’Ensemble Orchestral de Paris, resta comunque la diffusione della cultura musicale nel bacino parigino e in tutta la Francia, attraverso programmi eterogenei e accattivanti, capaci di avvicinare anche il grande pubblico. I numeri confermano la reale attività dell’orchestra: circa 70 concerti l’anno (una volta presso la Salle Pleyel, ora al Théâtre Mogador), per un organico di 115 orchestrali e un coro di 200 voci.
Dalla sua costituzione, l’orchestra ha avuto come direttori stabili personalità del livello di Charles Munch, scomparso durante un concerto negli Stati Uniti nel 1968, Herbert von Karajan, George Solti, Daniel Barenboim. Attuale direttore è il tedesco Christoph Eschenbach.

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