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Peter Rundel


Nato nel 1958 a Friedrichshafen, Peter Rundel si forma come violinista a Colonia, Hannover e New York, successivamente come direttore d’orchestra con Michael Gielen a Salisburgo e Peter Eötvos in Ungheria.
Dal 1984 è violinista presso l’Ensemble Modern, ma nel frattempo inizia la sua carriera di direttore, specializzandosi nella musica contemporanea: alla sua affermazione contribuiscono infatti soprattutto due opere come The Yellow Shark, di Frank Zappa, di cui dirige la prima rappresentazione nel 1992, e Au-delà du hasard di Jean Barraqué, al New Chamber Music Festival di Witten nel 1995. Ai primi anni Novanta risale anche la collaborazione con un altro compositore “eterodosso” come Heiner Goebbels, di cui dirige La Jalouisie e Surrogate Cities, oltre che l’opera completa nell’incisione realizzata per la ECM discografica, mentre la registrazione del Prometeo di Luigi Nono nel 1996 gli guadagna il Premio annuale della critica in Germania.
Oltre a collaborare regolarmente con l’Ensemble Modern, l’Ensemble Recherche e il Klangforum di Vienna, Rundel è stato direttore ospite di formazioni come l’Orchestra Sinfonica della Radio di Stoccarda, la Deutschen Kammerphilharmonie di Brema, la New Sinfonietta e l’Ensemble Asko di Amsterdam. Dal 1998 al 2001, insieme a Philippe Herreweghe, è alla guida dell’Orchestre Philharmonique de Flandre, mentre nella stagione 1999-2000 viene nominato direttore musicale dell’Opera di Vienna.
La sua dedizione verso la musica contemporanea lo ha recentemente portato a dirigere anche opere liriche quali Intolleranza 1960 di Luigi Nono (all’Opera di Berlino), Solaris di Michael Obst (alla Biennale di Monaco), Schwarz auf Weib di Goebbels, a Francoforte.