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Piera Degli Esposti


Nata a Bologna nel 1939, Piera Degli Esposti si afferma come prima attrice interpretando La figlia di Iorio ed Antonio e Cleopatra per il Teatro stabile dell’Aquila, ma i suoi esordi sono con Calenda, Proietti e Gazzolo al Teatro dei 101, dove tra l’altro interpreta un ruolo maschile in Dieci minuti a Buffalo di Günter Grass. Il successo arriva nel 1979 con Molly, cara (l’ultimo monologo dell’Ulisse di Joyce), diretta da Bassignano: l’opera la consacra come una delle interpreti più significative della scena d’avanguardia e uno dei volti più originali del teatro italiano, qualità che negli anni saprà confermare anche grazie alla sua intensa attività cinematografica. Sul palcoscenico interpreta tra gli altri l’Elettra di Hofmannsthal, Rosmersholm di Ibsen (1980, regia di Massimo Castri), Assolo di Codignola, La più forte di Strindberg, l’Adelchi (a fianco di Carmelo Bene), Lo zoo di vetro di Tennesse Williams, Madre Coraggio per la regia di Calenda, con cui interpreta anche La musica dei ciechi, Prometeo (1994) e Una indimenticabile serata di Campanile. La sua fama è accresciuta dal libro Storia di Piera (1980, poi nel 1983 trasposto in un film omonimo di Marco Ferreri), di Dacia Maraini, che ne racconta l’infanzia drammatica, fatta di povertà e abusi, mentre il grande pubblico ha modo di scoprirla anche grazie alla televisione, dove interpreta tra gli altri Pas d’oubli pour mon coeur, a fianco di Valentina Cortese. Al cinema ha lavorato peraltro con registi come i Taviani (Sotto il segno dello scorpione, 1969), Moretti (Sogni d’oro, 1981), la Wertmuller (Scherzo del destino in agguato dietro l’angolo come un brigante da strada, 1983) e Bellocchio (L’ora di religione, 2002, che le guadagna un David di Donatello come miglior attrice non protagonista).

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