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Roberto Herlitzka


Roberto Herlitzka (Torino 1937) si è diplomato in recitazione presso l’Accademia d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”, formandosi artisticamente alla scuola di Orazio Costa, sotto la cui direzione ha lavorato a spettacoli quali La vita è sogno di Calderon De la Barca, Francesca da Rimini di d’Annunzio (1960), Anatra selvatica di Ibsen, La dodicesima notte di Shakespeare, Tre sorelle di Cechov, Vita nuova di Dante, Prediche di Savonarola, Episodi e personaggi del poema dantesco (1966) e Don Giovanni di Molière (1966).
Attore versatile e di grande presenza scenica, ha interpretato numerosi personaggi, muovendosi fra testi classici e contemporanei e lavorando sotto la direzione di registi sia tradizionali che d’avanguardia. Tra i molti allestimenti cui ha preso parte, si ricordano, Il candelaio di Giordano Bruno e Le mutande di Sternheim con la regia di Luca Ronconi (1968); Coriolano (1969), Come vi piace (1977), Sogno di una notte di mezza estate (1982), Re Lear (2004) di Shakespeare e Il balcone di Jenet (1971), con la regia di Antonio Calenda; Prometeo di Eschilo (1994) ed Edipo a Colono (1997) di Sofocle nell’elaborazione drammaturgica di Ruggero Cappuccio; Otello di Shakespeare (1975), Il nipote di Rameau di Diderot (1976), Zio Vania di Cechov (1990), con la regia di Gabriele Lavia; Il ventaglio di Goldoni (1993) e Misura per misura di Shakespeare sotto la direzione di Luigi Squarzina; La locandiera di Goldoni (1983) con la regia di Giancarlo Nanni; Nathan il saggio di Lessing (1976) e Broken glass di Miller per la regia di Mario Missiroli; Il misantropo di Molière e Nell’intima dimora (1992) per la regia di Walter Pagliaro; Zio Vanja (1997) di Cechov per la regia di Peter Stein; Dialoghi mancati di Tabucchi (1995), Semplicemente Complicato (1995) e Gelo (2001) di Bernhard per la regia di Teresa Pedroni; Lighea (2002) di Tomasi di Lampedusa con la regia di Ruggero Cappuccio; Lasciami andare madre (2004) con la regia di Lina Wertmüller.
Oltre che in palcoscenico, Herlitzka è anche apprezzato interprete cinematografico. Nel corso della sua carriera ha preso parte a molteplici produzioni, tra cui, Film d’amore e d’anarchia (1973), Pasqualino Settebellezze (1975), Scherzo (1983) e Notte d’estate con profilo greco (1986), di Lina Wertmüller; Oci Ciornie (1987) di Nikita Mikhalkov; Marcellino pane e vino (1991) di Luigi Comencini; Marianna Ucria (1997) di Roberto Faenza; Il corpo dell’anima (1999), Quartetto (2001) ed Alla fine della notte (2002) di Salvatore Piscicelli; Il sogno della farfalla (1994), e Buongiorno notte! (2003) di Marco Bellocchio; Il mnemonista (2000) di Paolo Rosa; Secondo Ponzio Pilato (1988) ed In nome del popolo sovrano (1990) di Luigi Magni; Senza salutare (1999) e L’ultima lezione (2001) di Fabio Rosi.
Nel 2001 ha firmato egli stesso la regia di un affascinante ed affabulatorio ExAmleto di cui era unico interprete sul palcoscenico.

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