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Salvatore Sciarrino


Nato a Palermo nel 1947, Sciarrino comincia a comporre nel 1959, sostenendo il suo primo concerto pubblico tre anni più tardi. Dopo una precoce affermazione con opere come la Sonata (1966) per due pianoforti e Berceuse (1967), per orchestra, egli lascia la città natale per trasferirsi a Roma, poi a Milano (1977), infine a Città di Castello (1983), dove risiede tuttora. Per quanto riguarda la sua formazione, Sciarrino non proviene dalla scuola musicale, essendo completamente autodidatta, malgrado alcuni contatti importanti con Antonino Titone, Turi Belfiore e Franco Evangelisti. Della sua vasta produzione si ricordano Da a da da (1970), l’opera Amore e Psiche (1972), 6 Capricci per violino (1976), Il paese senz’alba e Il paese senza tramonto (1977), Che sai guardiano, della notte? per clarinetto e piccola orchestra (1979), Un’immagine di Arpocrate per piano e orchestra (1974-1979), l’opera Calles en Sarcophage (1979), Vanitas (1981), il melodramma Lohengrin (1982).
Direttore Artistico del Teatro Comunale di Bologna (1978-80), professore nel Conservatorio dal 1974 (a Milano, Perugia e Firenze), Sciarrino ha dedicato non poca energia anche all’attività di teorico e divulgatore, come dimostrano Le figure della musica da Beethoven a oggi (Ricordi, 1998) e Carte da suono scritti 1981-2001 (CIDIM – Novecento, 2001).
Ritiratosi nel 1996 da incarichi istituzionali, continua a ricevere numerosi premi per la sua opera: tra gli ultimi, il Prix de Composition Musicale 2003 della Fondation Prince Pierre de Monaco per l’opera Macbeth (migliore novità del 2002) e il Premio Internazionale Feltrinelli 2003.

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