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Shalil Shankar


Nato a Shilong (Assam) nel 1947, Shalil Shankar vive fin dall’infanzia un amore appassionato e sofferto per la musica, vista l’impossibilità di studiare a causa della povertà della sua famiglia: il suo primo strumento è una semplice corda di violino trovata per strada ed attaccata al letto. All’età di undici anni, durante una grave malattia, racconta di avere avuto la straordinaria visione di un volto luminoso, che alcuni anni dopo riconoscerà essere quello del suo Guru, Pandit Ravi Shankar: ancora giovanissimo viene dunque accettato come discepolo dal grande Maestro durante una suggestiva cerimonia, ripresa nel film Raga di George Harrison, che sancisce il loro profondo legame spirituale. Per oltre dieci anni vive e studia nella rarefatta atmosfera della tutela di Ravi Shankar, raggiungendo livelli prodigiosi di sapienza tecnica ed interpretativa. Nel frattempo si laurea in antropologia e all’età di ventotto anni inizia la sua vera carriera musicale, suonando con i più importanti musicisti indiani e ricevendo i massimi riconoscimenti in tutto il paese, che percorre quasi freneticamente tenendo tre o quattro concerti a sera.
Alla fine degli anni settanta comincia a portare il suo messaggio spirituale (“L’arte è per me adorazione”, dice) negli altri continenti: Europa, Africa, Medio Oriente, Stati Uniti. Nei primi anni novanta approda dunque in America Latina con due lunghe tournées (promosse dall’associazione Life Quality Project International), che lo portano a suonare nei teatri più prestigiosi dove riscuote uno straordinario successo tra i giovani, oltre che tra i critici specializzati.
Shalil Shankar ha approfondito negli anni lo studio della musica occidentale per poter comporre opere per sitar e orchestra sinfonica nelle quali è riuscito a fondere in modo armonioso aspetti musicali strutturalmente molto diversi: Om shanti (Inno alla pace) e il più recente poema sinfonico The plays of clouds (I giochi delle nuvole) sono le produzioni più interessanti di questa appassionante ricerca di sintesi.
Attualmente residente tra la Svizzera e l’India, Shankar ha suonato nel 2005 in occasione del concerto in onore di George Harrison all’Adrian Bould Hall di Liverpool.

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