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Bang On A Can All-Stars / Brian Eno

Music for Airports


Photo © Piero Tauro

Quando nel 1978 è stato pubblicato Ambient # 1 Music for Airports neppure il suo creatore Brian Eno poteva sospettare che questo lavoro dal carattere “discreto” avesse una ricaduta tanto rivoluzionaria: un disco, infatti, da considerarsi tra gli incunaboli di quella tendenza dove artisti della scena pop-rock e della musica colta hanno trovato un terreno comune di creazione e di scambio, e che tutt’ora continua a essere fertile di novità. Il primo dei due appuntamenti che segnano il ritorno a Roma di Bang on a Can All-Stars non stupisce sia focalizzato sulla loro scintillante versione di questo album, inciso nel 1998 e appena ripubblicato in una versione live realizzata per il trentennale. L’ensemble è nato negli anni ‘80 dalle furiose discussioni di tre compositori, Michael Gordon, David Lang e Julia Wolfe, su dove fosse la musica e dove stesse andando, fino a constatare come l’arte dei suoni fosse un universo frantumato: nicchie isolate di accademici, avanguardisti, minimalisti, rockettari, improvvisatori, teste d’uovo – Brian Eno tra queste –, metafisici, meditativi e sinfonisti – e la lista potrebbe continuare. In oltre vent’anni di attività Bang on a Can, attraversando le più diverse enclave musicali, ha cercato di produrre sintesi originali dei diversi stili, emergendo per la sua comunicatività da gruppo rock, per la forza intellettuale dei musicisti colti e per l’uso nelle loro esibizioni della video-arte, come sarà in questo concerto con un film di Doug Aitken. Nella versione All-Stars, l’organico che si esibisce nei maggiori festival e sale internazionali, i Bang on a Can proporranno Music from Shadowbang di Evan Ziporyn – clarinettista del gruppo –, Heroin, di David Lang, uno dei fondatori di Bang on a Can che ha messo in musica ex novo il testo della celeberrima canzone di Lou Reed, Workers Union del compositore olandese Louis Andriessen. Nella seconda parte sarà appunto la volta di Music for Airports, che in questa nuova versione accentua il suo fascino ipnotico di musica d’ambiente destinata a “un non luogo” – gli scali aerei in particolare internazionali si somigliano tutti –, e che come tutti i “non luoghi” della modernità possono condurre ovunque e in nessun luogo.

Crediti

violoncello Victoria Bass
contrabasso Robert Black
percussioni David Cossin
chitarra elettrica Mark Stewart
piano NingYu
clarinetto Evan Ziporyn
tecnico del suono Andrew Cotton
produzione Bang on a Can

programma

Evan Ziporyn: Music from Shadowbang
David Lang/Lou Reed: Heroin (film di Doug Aitken)
Louis Andriessen:Workers Union
Brian Eno: Music forAirports