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Salvatore Sciarrino

Studi per l’intonazione del mare


Photo © Piero Tauro

“Ogni cosa è onda: i ricordi, il tempo, l’energia, il battito del nostro sangue. Quanto al mare, il fenomeno rotatorio e insistente delle onde s’intona dunque alla musica delle sfere?” Scrive così a proposito dei suoi Studi per l’intonazione del mare Salvatore Sciarrino, compositore di serena inquietudine, che in quarant’anni di carriera ha dato vita a un universo sonoro cangiante, iridescente e in trasformazione. Nata per l’inaugurazione nel 2000 del restauro della basilica di Assisi dopo il terremoto, questa partitura con il suo organico spettacoloso, che vede spiegati oltre 200 esecutori tra flautisti e sassofonisti, è l’emblema della fantasia con cui il musicista siciliano inventa una musica “ecologica” e “biologica”, sfidando in modo anticonvenzionale temi oggi comuni. Alla testa di due ensemble di strumenti a fiato, percussioni e la voce del contraltista Daniel Gloger, a condurci in questo universo di suoni sarà Marco Angius, direttore da sempre impegnato ad accompagnare le più composite platee attraverso la musica del nostro tempo. Nato a Palermo nel 1947, dopo un primo approccio alle arti visive, Sciarrino si dedica alla musica e alla composizione da autodidatta. Una scelta decisiva per la maturazione di un carattere libero e di una personalità musicale alla ricerca di una visione interiore e poetica, che sempre prevale sulla tecnica. Costruito dal silenzio, dai rumori, dai suoni, per Sciarrino il paesaggio musicale è il risultato di una decantazione lirica dove gli estremi si slanciano fino a toccarsi. In questi Studi le evanescenze degli armonici si uniscono a un suono naturale e corporale, coronamento di una ricerca che attraversa la respirazione, il soffio, il battito cardiaco, i versi degli animali. E non a caso ne sono protagonisti gli strumenti a fiato, per la loro relazione intima, respiratoria, con l’esecutore. Ancora più decisivo è l’uso della voce, quella di contralto –cui sono affidati estratti da una poesia di Thomas Wolfe, da La leggenda dei tre compagni e dal vangelo apocrifo Pistis Sophia.

Crediti

direttore Marco Angius
interpreti solisti
voce Daniel Gloger (contraltista)
percussionista Johnatan Faralli
quartetto di sassofoni Lost Cloud Quartet (Marco Bontempo, Leonardo Sbaffi, Gianluca Pugnaloni, Daniele Berdini)
quartetto di flauti Mario Caroli 1° flauto, Keiko Murakami,Matteo Cesari, Chrissy Dimitriou
100 flauti
100 sassofoni

corealizzazione CRM Centro Ricerche Musicali e Romaeuropa Festival 2008
presentato nell’ambito di ArteScienza 2008 -Saturazioni
in collaborazione con i Conservatori di L’Aquila, Roma, Frosinone, Latina, Milano, Mantova, Foggia