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DNA Danza Nazionale Autoriale

DEWEY DELL

Cinquanta Urlanti Quaranta Ruggenti Sessanta Stridenti


Romaeuropa invita a scoprire Dewey Dell, una giovane e talentuosa compagine italiana di danza e di teatro, che con Cinquanta urlanti, Quaranta ruggenti, Sessanta stridenti presenta una coreografia ispirata all’universo della navigazione, delle imbarcazioni e dei marinai. Personaggio del romanzo Mentre morivo di William Faulkner, Dewey Dell è una ragazza molto vitale, assai poco ciarliera, che si affida allo sguardo per comunicare. L’adozione del suo nome da parte di questa compagnia fondata nel 2007 indica una ricerca indirizzata verso gli aspetti visuali e iconici della comunicazione, a scapito di quelli verbali. Molto evidente in un lavoro orientato più sugli elementi teatrali come il primo Kin Keen King, è una opzione che acquista invece una dimensione più coreografica in Cinquanta urlanti, Quaranta ruggenti, Sessanta stridenti. Il titolo riunisce i nomi, non poco suggestivi, di tre gruppi di venti che soffiano impetuosamente nell’emisfero Sud del globo e che hanno segnato le rotte delle grandi esplorazioni geografiche a partire dal Cinquecento: è un richiamo solo ideale all’universo marinaro, dove le navi e i loro abitanti, i marinai, formano un tutt’uno, legati dal lavoro e dal destino. Un mondo omoerotico e tradizionalmente maschile che invece si realizza sulla scena attraverso tre danzatrici e un movimento ritmico molto scandito: alla retorica un po’ sbiadita del viaggio, che nel mare ha il suo archetipo come ci hanno insegnato gli argonauti e l’Odissea, Dewey Dell preferisce un’immagine del corpo, dei corpi. Ecco allora che dai costumi “carenati” fino alla scenografia e giù giù fino alla musica arriva un richiamo al rapporto profondo, astorico e immutabile tra l’essere umano e le sue imbarcazioni. Perché ciò che caratterizza le coreografie e le regie di Teodora Castellucci è un lavoro molto libero che da un’idea di partenza trova negli attori-danzatori -in questo caso nelle danzatrici tra cui Agata Castellucci- “gli interpreti in movimento” delle scenografie e delle luci, entrambe curate da Eugenio Resta che spazia dalle quinte pittoriche alle più minimaliste scatole nere articolate con l’illuminotecnica, mentre le musiche di Demetrio Castellucci si materializzano in scenari sonori ricomprendendo rumori reali trasformati e stilizzati. Dewey Dell si è formato dopo la creazione di à elle vide e, oltre a Kin Keen King, ha in repertorio Baldassarre: i loro lavori, in particolare quest’ultimo, sono spesso eseguiti all’interno di serate dedicate alla nuova musica elettronica, creando un ponte tra le nuove estetiche urbane e giovanili e il teatro di ricerca.

Crediti

con Sara Angelini, Agata Castellucci, Teodora Castellucci coreografia Teodora Castellucci musiche originali Demetrio Castellucci scene e luci Eugenio Resta realizzazione scene Rinaldo Rinaldo prosthesis Istvan Zimmmerman, Giovanna Amoroso, Chiara Bocchini fonica Marco Canali organizzazione Simona Barducci, Alba Pedrini produzione Dewey Dell/Fies Factory One coproduzione Centrale Fies, Romaeuropa Festival, Rencontres Chorégraphiques Internationales de Seine-SaintDenis, Uovo Performing Arts Festival con il sostegno di NEXT/ Regione Lombardia grazie a Paride Piccinini, Anagoor, Carmen Castellucci, Zapruder Filmmakersgroup Teatri del Tempo Presente, l’ETI Ente Teatrale Italiano per le nuove creatività con il sostegno di Programma Cultura della Commissione Europea progetto Focus on Art and Science in the Performing Arts