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MUTA IMAGO

Displace n.1 – La Rabbia Rossa


Photo © Piero Tauro

Parte da Romaeuropa il nuovo progetto di Muta Imago: si tratta di Displace che si aprirà con la performance La rabbia rossa, e vedrà poi il gruppo teatrale romano impegnato per i prossimi due anni in diverse realizzazioni. La scelta del titolo rimanda ai differenti signifi cati di questa parola: da una parte lo smarrimento e lo spiazzamento, dall’altra “displace” è anche il termine utilizzato in Inglese per indicare i rifugiati che sono stati sistemati, più o meno coercitivamente, in un luogo diverso da quello di origine. Dunque lo spaesamento come stato d’animo del nostro tempo, che porta con sé e si riflette nella mancanza di un centro, di un luogo di appartenenza: «In generale ma soprattutto nel nostro paese, oggi gli artisti hanno molto in comune con gli emigrati: non sanno dove stare, quale sia il loro posto» –spiega con un fi lo d’ironia la regista Claudia Sorace. Si tratta tuttavia di una indagine sui sentimenti e le sensazioni: La rabbia rossa infatti è «quella che leggi in certi sguardi delle persone che incroci per la strada –continua Sorace–: è lì, un inquietante agglomerato di violenza pronto a esplodere». Saranno quattro le presenze in scena, per altrettante attrici che si muoveranno in uno spazio articolato in profondità: una scelta eccentrica rispetto ai tradizionali spazi teatrali che si sviluppano piuttosto in larghezza, ma funzionale a una drammaturgia dove individuo e folla si fondono e si differenziano in un sottile gioco d’intrecci. «Nello spiazzamento i sentimenti di nostalgia e rabbia portano a una dimensione esistenziale di solitudine –continua Sorace– che si fa più evidente e lacerante in mezzo alla gente, nella folla». Nato nel 2004 come gruppo di ricerca teatrale per iniziativa del drammaturgo Riccardo Fazi, della regista Sorace e dello scenografo Massimo Troncanetti a cui si è aggiunto nel 2007 l’attore Glen Blackhall, come suggerisce anche il nome Muta Imago privilegia una drammaturgia scandita per immagini e suoni, con un impianto scenico che spesso rimanda all’arte contemporanea, alle tecnologie e al video. Un tipo di lavoro che si è affinato nella recente trilogia sulla memoria – formata da (a+b)3 , Lev e Madeleine–, raggiungendo una cifra stilistica molto personale. Con Displace Muta Imago si apre a un nuovo progetto teatrale, scandito in tappe, come La rabbia rossa, che vanno però considerate dei lavori a sé stanti e non studi preliminari per un definitiva messa in scena. «La performance è una forma conchiusa, e in questa fase di Displace ci è molto utile per la sua struttura e durata più agili», conclude Sorace.

Crediti

ideazione Muta Imago regia/luci Claudia Sorace drammaturgia/suono Riccardo Fazi realizzazione scena Massimo Troncanetti, Maria Elena Fusacchia vestiti Fiamma Benvignati organizzazione Martina Merico con Chiara Caimmi, Fabiana Gabanini, Valia La Rocca, Cristina Rocchetti produzione Muta Imago in collaborazione con Regione Lazio Assessorato alla Cultura, Spettacolo e Sport, FOCUS on Art and Science in the Performing Arts in residenza presso Inteatro-Polverigi, L’Arboreto, Teatro Dimora di Mondaino, Kollatino Underground, Angelo Mai