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Masbedo featuring Lagash e Gianni Maroccolo

Glima


Photo © Piero Tauro

L’antica sfida tra femminile e maschile arriva sulle tavole del palcoscenico in una performance dall’evocativo titolo islandese di Glíma: una creazione di Masbedo, duo di video artisti che, debuttando a Romaeuropa, si aprono a una dimensione più scenica e spettacolare, incontrando una coppia di interpreti molto singolari come Erna Ómarsdóttir e Damir Todorovic, e con le musiche e l’elettronica dal vivo di Lagash e Gianni Maroccolo. Si confrontano a colpi di sguardi, si abbracciano, lottano, si sfiorano, cadono, si toccano con le labbra, fuggono, ma sono indissolubilmente legati una e l’altro da solidi filamenti. E per quanto lunghe appaiano queste funi loro non possono andarsene, restano uniti. L’equilibrio instabile, complesso, intricato, delle relazioni tra uomo e donna è al centro di Glíma, performance che deve il suo titolo al nome di una lotta rituale nordica, dove conta l’intelligenza, la tempra psicologica e la tecnica. Il Glíma in Islanda è infatti uno sport nazionale che risale al Medioevo, è aperto anche alle donne e si presenta non come scontro fisico, ma come una lunga danza dove i concorrenti si scrutano fino a trovare l’attimo di debolezza e disequilibrio dell’avversario per farlo cadere. E in questa performance di estroversa energia, il corpo e il linguaggio del movimento scandaglieranno il possente incantesimo di quei legami interpersonali, che sono psicologici, sociali, sentimentali, amorosi, fino a squadernarne gli aspetti teneri e violenti, luminosi e bui, energici e sfiancanti, superficiali o indivisibili come il destino. Acronimo dei cognomi Nicolò Massazza e Jacopo Bedogni, Masbedo negli ultimi dieci anni si è imposto all’attenzione internazionale come un duo dedito alla videoarte e alle installazioni, lavorando tra l’altro con Michel Houellebecq e Juliette Binoche ed esponendo al Gran Palais de Paris, alla Gam di Torino, al Macro di Roma, al Tel Aviv Art Museum, oltre a essere stato invitato l’anno scorso al Padiglione Italia della 53a Biennale di Venezia. Centro dei lavori di Masbedo – ricordiamo Il mondo non è un panorama, Tossico della luce e 11.22.03– è comunque l’uomo contemporaneo, visto attraverso la sua solitudine, i suoi rapporti e, perché no, le sue paranoie. L’apertura a una dimensione più teatrale nasce in Islanda, dove Masbedo ha realizzato un progetto articolato in cinque video-opere: Person, Teorema d’incompletezza, Kreppa Babies (Figli della crisi), Autopsia del tralalà e appunto Glíma. Per questo ultimo sono entrati in contatto con Erna Ómarsdóttir, attrice, danzatrice e performer islandese, dotata di forza ed energia rara, tanto da essere tra le interpreti dei lavori di Jan Fabre ed aver collaborato con la sua connazionale Björk. Dall’incontro è nata l’idea di rielaborare completamente “Glíma”, per trasformarla da video-opera in una performance live: oltre a Erna Ómarsdóttir ci sarà Damir Todorovic, attore con all’attivo una decina di film e collaborazioni con compagnie di teatro di ricerca come Motus. La scenografia sarà video, proiettata su due schermi, le proiezioni e le musiche saranno interamente dal vivo: se in Glíma video-opera la colonna sonora era firmata dai Marlene Kuntz, a eseguirla sul palco per Glíma una performance saranno Lagash produttore di musica elettronica e bassista della formazione cunense Marlene Kuntz, e Gianni Maroccolo, produttore oltre che dei Marlene anche di band storiche come Cccp, PGR e Litfiba.

Crediti

performer Erna Omarsdottir, Damir Todorovic costumi Gabriella Battistini montaggio video Cristina Sardo produzione MASBEDO, Lagash e Gianni Maroccolo co-produzione Tanzhaus nrw, Centrale Fies, Romaeuropa Festival, NB BB Bulgari collaborazione tecnica Scuola Superiore di Studi Universitari e di Perfezionamento Sant’Anna – Laboratorio ARTS (Advanced Robotics Technology and System), Digitech, Samson Audio. Si ringrazia Costume National