fbpx

Eco

Light

Eco

Light

Torna su
Cerca ovunque |
Escludi l'Archivio |
Cerca in Archivio

CLAUDIO MONTEVERDI | CAROLINE PETRICK | ENSEMBLE B'ROCK

Where is my soul


Photo © Piero Tauro

Gli “intrattenimenti”, le grandi serate musicali del Rinascimento, possono risorgere a nuova vita? Con Waar is mijn ziel? (Dov’ è l’anima mia?) il teatro contemporaneo torna a impossessarsi di Claudio Monteverdi e, attraverso i suoi splendidi madrigali, la regista Caroline Petrick dà vita ad una raffi nata drammaturgia con la musica eseguita dal vivo da un quintetto di voci soliste e dall’ensemble B’Rock. Tra i più grandi musicisti di tutti i tempi, Monteverdi nel crepuscolo del Rinascimento italiano non solo ha cambiato il modo di comporre, ma ha inventato l’ascolto musicale moderno. Non sorprende perciò se oggi molti registi si rivolgano alle sue opere teatrali –La favola di Orfeo, Il ritorno di Ulisse in patria, L’incoronazione di Poppea–, per modernissime messe in scena. Più raro e intrigante è invece l’uso in teatro dei suoi madrigali, splendide composizioni che spaziano da uno stile pienamente rinascimentale e più astratto a composizioni già nell’estetica barocca, come i madrigali rappresentativi soverchianti di passionalità. Esplorando i nove Libri dedicati a queste musiche da Monteverdi, Petrick ha creato, come spiega lei stessa, «una sequenza di madrigali con una intrinseca drammaturgia e un serrato intreccio astratto e poetico». In definitiva è una “composizione” di brani divisa in tre parti, corrispondenti ai temi più cari non solo all’epoca di Monteverdi ma a tutte le epoche: il desiderio, il potere, la perdita. Regista con all’attivo varie produzioni nel teatro musicale –ricordiamo Jacob Lenz di Wolfgang Rhim e La Mort de Sainte-Alméenne di Arthur Honegger–, Petrick trova nel soffuso erotismo vocale, nel chiaroscuro sonoro, nella vivida eloquenza di queste partiture la stoffa per tessere una teatralità avvincente e suggestiva. La fascinazione di Waar is mijn ziel? arriva però anche da un raffi nato e funzionale impianto visivo, con scenografi e, costumi, luci e proiezioni video: l’ambientazione in una casa contemporanea rimanderebbe infatti alle esecuzioni nelle dimore signorili per cui questi madrigali erano stati composti, spesso per gli intrattenimenti serali. Ma la modernità degli ambienti assieme alla regia rimodella i rapporti e la luminosità di questa musica. Guidati da Wim Maeseele, l’ensemble B’Rock –con strumenti barocchi– e il quintetto di voci soliste offrono una interpretazione secondo la prassi musicale d’epoca, ma comunque funzionale a questa messa in scena che interpreta la fedeltà a Monteverdi nella capacità di trasmettere il pensiero del compositore.

Crediti

ideazione, drammaturgia, regia Caroline Petrick musica Claudio Monteverdi consulenza musicale Skip Sempé direzione musicale Wim Maeseele fotografi e e immagine Mirjam Devriendt scenografia Benoit Dugardyn costumi e accessori Thijsje Strypens disegno luci Ace Mccarron Soprano Francesca Lombardi Soprano Marivi Blasco Contralto Gunther Vandeven Tenore Stephan Van Dyck Tenore Tore Denys Basso Toni Fajardo esecuzione musicale B’ROCK arpicordo David Van Bouwel violini Lidewij Van Der Voort, David Wish viola da gamba Silvia Tecardi, Romina Lischka violone Tom Devaere tiorba: Wim Maeseele produzione Muziektheater Transparant e De Bijloke Music Centre Gent in collaborazione con B’Rock