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Valeria Wandja e Yonas Aregay

Anatomia di un fiore


Cosa succede quando cogli un fiore? Cogliere un fiore è un gesto pratico, ma anche violento.  Chi coglie un fiore è responsabile del suo strappo e del suo viaggio, della sua destinazione. Portare per la prima volta un fiore sulla tomba di un padre. Un viaggio in cinque tappe, frammenti di vita vissuta a cui dare voce attraverso i cinque sensi. Una conversazione sulle nostre esperienze comuni ma diverse, sulle nostre radici, sulla fluidità delle nostre identità, sulla necessità di parlarne senza la narrazione retorica che ci sovrasta. Dalle periferie di Roma alle periferie del mondo, un percorso attraverso le nostre geografie interne ed esterne. Chi coglie ora e colt*, chi rifiutava ora è accettat*, i ruoli cambiano e saltano, a restare è solo la persona. E il fiore.

Bio

Valeria Wandja

Nasco a Roma nel 1998 da madre italiana e padre camerunense. A otto anni costringomia madre a farmi saltare l’ultima ora di lezione del venerdì per partecipare a unlaboratorio di teatro, e per anni continuo a frequentare laboratori, in Italia e inAustralia.

Dopo il diploma mi iscrivo a filosofia, ma dopo un anno capisco che a Wittgensteinpreferisco di gran lunga freddi pavimenti di legno su cui rotolare.

Nel 2020 mi diplomo al Centro Studi Acting diretto da Lucilla Lupaioli.

Lo stesso anno partecipo al Fringe Festival di Salt Lake City con “Safe”, spettacolo ininglese vincitore di Miglior Spettacolo e Premio del Pubblico del festival.

Durante la prima quarantena seguo un corso di drammaturgia che mi porta ascrivere, dirigere e interpretare il mio primo cortometraggio teatrale, “ProssimaPuntata”, finalista al concorso “Autori nel cassetto, Attori sul comò”. Da lì scoprol’amore per la regia, e nel 2021 quel piccolo cortometraggio diventa uno spettacolocompleto, che vince il bando “Dominio Pubblico Under25” e debutta a SpazioRossellini.

Il mio sogno è poter utilizzare la moltitudine di strumenti espressivi che il teatro mettea disposizione per tessere la tela di nuove storie.

 

Yonas Aregay

Nasco nel 1992 da genitori eritrei a Roma, dove sono cresciuto e tutt’ora risiedo.

La mia identità artistico-teatrale (e forse umana) comincia a formarsi nel “LaboratorioTeatrale Integrato Piero Gabrielli” del Teatro di Roma, dove il teatro è fatto da e per:ragazzi, adulti, disabili,stranieri e tutte le categorie appioppate alle persone che possonovenire in mente.

Intraprendo poi il mio percorso di studi per diventare un attore serio… tappa principaleFirenze, a “L’Oltrarno” del Teatro della Toscana, dove l’incontro con insegnantiprovenienti da vari continenti mi fa comprendere il detto “tutto il mondo è paese”.

Torno a Roma, mi destreggio tra il palco come attore, gli istituti scolastici comeformatore e le sale prove come allievo. Tra i miei “insegnanti” Ester Tatangelo,Frosini/Timpano e Dante Antonelli hanno lasciato un segno artistico (e sicuramenteumano) in me.

L’ultima stazione per ora è la compagnia Exodos, diretta da Luigi Saravo, gruppo diricerca alla ricerca dell’Eldorado teatrale: che cosa è un’azione. In quest’ultima stazionemi sono avvicinato alla scrittura scenica, recentemente ho seguito un percorsodrammaturgico con Luciano Colavero e il festival Teatri di Vetro.

Credo in un teatro che ragiona sugli argomenti col piglio di un filosofo, li affronta conl’energia di un adolescente e li esplica con l’immediatezza comprensibile da unbambino.

Crediti

Anatomia di un fiore
di e con Valeria Wandja e Yonas Aregay
con il tutoraggio di Bartolini/Baronio

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un progetto Romaeuropa Festival 2021
nell’ambito di Anni Luce _ osservatorio di futuri possibili
in collaborazione con: Carrozzerie | n.o.t e 369gradi srl

corealizzazione residenze:
Periferie Artistiche – Centro di Residenza Multidisciplinare della Regione Lazio
In network con: ATCL – Circuito Multidisciplinare del Lazio per Spazio Rossellini
Teatro Biblioteca Quarticciolo

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