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In collaborazione con RE:Humanism
Digitalive

Libby Heaney / Nabihah Iqbal

Cascade


La musicista Nabihah Iqbal e l’artista visiva e fisica quantistica Libby Heaney presentano una performance audiovisiva che cerca di restituire attraverso i suoni e le immagini  il significato dell’acqua. Attraverso registrazioni del Tamigi, suoni e immagini generati dall’intelligenza artificiale,  musica e parole, Iqbal e Heaney ci invitano ad esplorare un mondo coinvolgente di paesaggi acquatici reali e artificiali. Proprio il fiume di Londra è protagonista di Cascade: la performance fa emergere le narrazioni tradizionali e le storie coloniali legate alle sue acque offuscando i confini che preservano il romanticismo e la grandiosità del grande fiume di Londra e ripensandone l’identità nel contesto della Gran Bretagna contemporanea.

Bio

La pratica artistica post-disciplinare di Libby Heaney include immagini in movimento, performance ed esperienze partecipative e interattive che abbracciano il calcolo quantistico, la realtà virtuale, l’IA e l’installazione. La pratica di Heaney usa umorismo e surrealismo per sovvertire l’appropriazione capitalista della tecnologia e fa uso di strumenti come l’apprendimento automatico e l’informatica quantistica spingendoli contro il loro uso “corretto”, per annullare i pregiudizi e forgiare nuove espressioni di identità collettiva e appartenenza reciproca e al mondo. Non a caso i lavori dell’artista attingono da un’ampia gamma di materiali di base che va dalla cultura pop (Spice Girls, Elvis Presley, David Bowie, Whitney Houston ecc.), alla politica (Angela Merkel, Theresa May, Boris Johnson, gli inglesi Test di cittadinanza), dalla letteratura (L’amante di Lady Chatterley, romanzi di Haruki Murakami) a altri territori culturali. L’interazione tra fisica quantistica, apprendimento automatico e visuale è inoltre impiegato per mettere in discussione alcune ortodossie: le idee sul corpo, l’idea di genere, l’etichetta di genio, la classe sociale, l’alienazione e la solidarietà, la retorica contemporanea, l’idea di nazione e il nazionalismo, l’idea di scienza e quella di arte, il desiderio nell’era digitale. Libby ha esposto  le sue opere in gallerie e istituzioni nel Regno Unito e nel mondo realizzando mostre personali nell’ambito della capitale della cultura dell’UE nel 2017 ad Aarhus e al Goethe Institute (Londra 2019) e mostre collettive alla Holden Gallery (online 2021), Somerset House Studios (online 2020), Arebyte Gallery (online 2020), LUX/Hervisions (online 2020), Tate Modern (Londra 2016, 2019), ICA (Londra 2019), V&A (Londra 2018), Barbican (Londra 2019), Somerset House (Londra 2019), Sheffield Documentary Festival (2018), Science Gallery Dublin (2017, 2018, 2019), Sonar+D (con il British Council, Barcellona 2017), The Lowry (Manchester 2017), Ars Electronica (Linz 2017) ), CogX (Londra 2018), Telefonica Fundacion (con il British Council, Lima 2017). Libby è stata supportata dall’Arts Council England e attualmente è residente ai Somerset House Studios. Vive e lavora a Londra.

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