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nell'ambito del progetto "Performing Media!" di Urban Experience per l'estate Romana
In collaborazione con Teatro di Roma e Romaeuropa Festival

Carlo Infante / Presentazione libro a cura di Gaia Riposati e Massimo Di Leo / Edizione Editoria e Spettacolo

Il Performing Media – Un futuro remoto


Performing Media è un concetto evolutivo, comporta una nuova sensibilità che permette d’interpretare l’innovazione digitale come un’espansione delle possibilità di comunicazione, per agirle e non subirle. Si tratta di tutto un mondo di pratiche creative che trova origine nell’ambito delle culture digitali e ancora prima del teatro di ricerca affinato ai media, sia radiofonici sia video, in particolare con il Videoteatro. Un fenomeno che si è poi esteso alle più diverse articolazioni, tra performance e multimedialità, che si misurano con le trasformazioni dei linguaggi audiovisivi. Oggi il Performing Media riguarda sempre più lo sviluppo delle tecnologie dei nuovi media interattivi, mobili e geolocalizzati. 

Nel Performing Media ogni elemento è chiamato a performare, è in qualche modo il medium stesso ma anche e soprattutto la relazione fra l’elemento e chi lo fruisce che innesca la performance. “Performing Media riguarda molto le condizioni abilitanti date agli spettatori per diventare autori di se stessi”, dice Carlo Infante. Così il lettore performerà la lettura, invitato a viverla come un percorso di incontro con le idee e i momenti o i fatti che le hanno suggerite e determinate. 

Il libro stesso è un percorso, segue quello di Carlo Infante, ripercorre le tappe e gli incontri che hanno portato a delineare il Performing Media: l’impegno politico rivoluzionario dei primi anni Settanta; l’agit-prop dei Circoli La Comune con il collettivo Majakovskij; l’avanguardia teatrale come critico militante; il Videoteatro e l’impatto con i nuovi linguaggi elettronici nei primi anni Ottanta; il futuro digitale dei primi anni ’90 (quando presenta un sistema di realtà virtuale al festival RomaEuropa di cui era curatore della sessione video; l’attenzione per la mutazione antropologica, individuando nel sistema educativo la trincea più importante in cui misurarsi con l’ondata di piena del digitale. 

Il libro parla di esperienze, guarda il passato ma riguarda il futuro, o meglio un “futuro remoto”, inteso come avvenire inscritto negli archetipi culturali e nelle matrici naturali.

Un libro performante. Alla narrazione portata avanti in modo dialogico con Carlo Infante stesso, si intrecciano frammenti di testi, articoli e documenti a ricomporre una rete di nodi del percorso fino alla paradossale interazione di Carlo Infante con A.I.nfante, l’alter ego Intelligenza Artificiale. Testo, immagini, parole chiave, link a video e audio si intersecano per creare un “librido”, artefatto analogico digitale, che vogliamo immaginare sia come oggetto con cui il lettore entri in relazione, che come dispositivo che connetta con altri ambienti, perché il lettore possa avvertirsi come performante nel momento in cui attraversa queste pagine, che si offrono come uno stargate, un varco fra più dimensioni, e sceglie di ingaggiarsi in una esperienza. Non solo un libro su ma piuttosto un esempio di Performing Media. 

Il libro, ideato da Gaia Riposati e Massimo Di Leo che negli ultimi anni, come NuvolaProject, hanno spesso affiancato Carlo Infante come compagni di strada, aggiungendo uno sguardo artistico e digitale ad azioni e progetti, è destinato a chi voglia percorrere e magari tracciare nuove vie per continuare questo percorso. 

libridi.it/futuremoto

 

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