CAN CAN nasce dall’incontro tra il regista Giovanni Ortoleva e Irene Mantova, performer la cui epilessia è stata diagnosticata nel 2023, a venticinque anni, dopo una vita di inspiegabili “crisi”. Il progetto intreccia la storia di Irene con quella di Jane Avril, la ballerina di can can immortalata da Toulouse Lautrec, resa famosa proprio dall’epilessia che parodiava nella sua danza.
Una strana carriera, iniziata all’ospedale della Salpêtrière e finita sui palcoscenici di tutto il mondo, che si rispecchia in quella di una giovane performer contemporanea. Prendendo spunto dalle loro biografie e richiamando il grande impatto che l’epilessia ebbe alla fine del XIX secolo su attrici come Sarah Bernhardt, che ne replicava le pose nella sua recitazione, questo lavoro gioca con l’aspetto performativo delle crisi epilettiche, trasformandole in coreografie che possono essere trattate con vari gradi di realismo e immedesimazione. Il progetto fa incontrare movimento e documento, attingendo a materiali eterogenei quali le fotografie delle pazienti della Salpêtrière realizzate da Charcot e i canali youtube di chi racconta le proprie crisi, interrogando la natura stessa di queste rappresentazioni del “male sacro”. Irene interpreta le epilessie: la propria e quella di altre/i, tra danza e parodia, pathos e ironia. CAN CAN è una meditazione giocosa sulla sofferenza e l’interpretazione.
Giovanni Ortoleva è regista e autore. Laureato in Scienze e Tecniche di Psicologia Cognitiva presso l’Università di Trento, si diploma in Regia Teatrale alla scuola Paolo Grassi di Milano. Nel 2018 viene premiato dalla Biennale di Venezia con la menzione speciale come “Regista Under 30” ed è invitato a presentare i suoi due primi spettacoli, “Saul” (da A. Gide, di R. Favaro e G. Ortoleva) e “I rifiuti, la città e la morte” (di R. W. Fassbinder), nelle edizioni 2019 e 2020 del festival veneziano.
Da allora realizza spettacoli in veste di regista, curando personalmente la scrittura o collaborando con autori contemporanei, tra i quali R. Favaro e F. Bellini. Il suo lavoro si concentra sulla rilettura del nostro patrimonio culturale, inteso come riattraversamento critico di storia, storie e biografie. Tra le produzioni più recenti, “La signora delle camelie”(da A. Dumas, di G. Ortoleva), “Dramma industriale” (di R. Favaro), “Mirra” (di V. Alfieri).
Nel 2025 riceve il premio dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro per il suo percorso da regista. Dal 2022 al 2024 è regista residente del Teatro della Tosse di Genova, dal 2025 al 2027 ne diventa artista associato. Dal 2024 è docente di recitazione dell’Accademia Nazionale di Arte Drammatica Silvio D’Amico di Roma. Del suo lavoro ilNew York Times ha scritto che “mostra una promessa e un’immaginazione degni di nota.”
Irene Mantova nasce a Città della Pieve (Pg) nel 1996.
Nel 2021 si diploma in ANAD “Silvio d’Amico” con “Hotel Goldoni” di Antonio Latella. Dopo il diploma lavora in produzioni come “Pene d’Amor perdute” di Massimiliano Farau, “Late Hour scratching poetry” presso La Biennale di Venezia. E’ co-regista in “Joanna Karol Paul” di Giulia Massimini (Teatro Basilica, Rm), e nel 2023 organizza una rassegna di nuove drammaturgie, “Lune Nuove” presso Zalib (Rm).
Prende poi parte al Biennio d’alta formazione dell’ANAD “Silvio d’Amico” diretto da Antonio Latella formandosi con registi italiani come Giovanni Ortoleva, Leonardo Manzan e registi internazionali come Thom Luz e Nathalie Béasse, partecipando con i saggi provenienti da questa formazione al Festival di Spoleto e alla Biennale di Venezia – Teatro.
Nel 2025 è vincitrice del bando “Powered by REF” e partecipa in due occasioni al RomaEuropa Festival: con il proprio lavoro “612-ter”, di cui è autrice e attrice, e come attrice in “Real Estate Drama”, regia di Antonella Lo Bianco.
Nel Dicembre 2025 debutta in “Misura per Misura”, per la regia di Giacomo Bisordi e la produzione Teatro di Roma.
di Giovanni Ortoleva
con Irene Mantova
musica Pietro Guarracino
cura del movimento Anna Manella
scientific advisors Greta Plaitano e Flavio Villani
produzione Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse



