Powered by REF è il progetto di Romaeuropa Festival dedicato alle nuove generazioni della scena contemporanea italiana: uno spazio pensato per accompagnare artiste ed artisti under 30 nei primi passi della loro ricerca tra teatro, performance e linguaggi ibridi. Ogni anno seleziona tre progetti emergenti, offrendo tutoraggio, residenze e occasioni concrete di crescita e confronto. Nell’edizione 2026 il programma rinnova la sua vocazione a intercettare visioni radicali, formati inediti e nuove sensibilità artistiche. Il progetto è realizzato in collaborazione con Carrozzerie | n.o.t, con le residenze in corealizzazione con Twain e Settimo Cielo, e in network con ATCL / Spazio Rossellini, Teatro Biblioteca Quarticciolo, 369gradi srl e Cranpi.
I frammenti scenici dei progetti selezionati, presentati nell’ambito della sezione Anni Luce del Romaeuropa Festival al Mattatoio, rappresentano la restituzione della prima parte di questo percorso.
This is not an airport
Ogni anno, secondo l’OMS, 720.000 persone, un giorno, decidono che è abbastanza, e con un colpo, un lancio, un’overdose, scelgono di andare via. Noi li chiamiamo i suicidi, dopo. Ma i suicidi sono intorno a noi, prima. Vivi. Incrociamo i loro occhi tutti i giorni. Prima del treno, della pistola, delle pillole, del tetto dell’università. Vivi. Con loro, tra i vivi, ci sono anche persone che continuano a vivere e si suicidano in senso traslato: smettono. Uccidono una parte di sé: scrittura, teatro, sport, sogni. Strappano un pezzo di sé e continuano a vivere.
Questo progetto si chiama This is not an airport.
Viene da una frase–meme online: una risposta a chi, lasciando un gruppo, scrive un addio. “This is not an airport, no need to announce your departure”.
Questo non è un aeroporto. Non c’è bisogno di annunciare la tua partenza.
C’è qualcosa di più violento? Negare di verbalizzare l’addio di chi se ne sta andando?
Quanta gente va via mentre noi le ripetiamo, in modi diversi, this is not an airport?
Che risposta diamo a chi fa per andarsene?
This is not an airport è un oggetto scenico su chi se ne va.
Indaga i modi in cui le persone se ne vanno e il bisogno di dirlo al mondo. Il progetto esplora il suicidio come dato reale e le forme di abbandono invisibili: smettere, rinunciare, sparire restando in vita. La ricerca si nutre di materiali raccolti online: centinaia di video, post, confessioni pubbliche che costruiscono una drammaturgia fondata sulla ripetizione, sulla serialità e sulla circolazione memetica del dolore. Lo spazio scenico è un ambiente ibrido attraversato da flussi testuali e visivi preesistenti, in cui la scrittura originale si confronta e si lascia contaminare da queste voci.
Davide Pascarella | Attore, autore e regista (in centro Europa dicono maker), tra il 2018 e il 2021 si forma alla Scuola per attori del Teatro Stabile di Torino e nel 2024 alla XXXII École des Maîtres. Recita in spettacoli di Carmelo Rifici (Dittico della bufera), Kepler-452 (Comizi d’amore; A place of safety), Gabriele Vacis (Risveglio di primavera), Valerio Binasco (Amleto), RezzaMastrella (Bacio). È dramaturg di Medea in Corinto per il Donizetti Opera e partecipa al progetto internazionale R-Evolution, in Cile, con il progetto Letargo. Parallelamente sviluppa un’autorialità personale: nel 2019 vince odiolestate con Questa lettera sul pagliaccio morto, che debutta al Piccolo Grassi per Tramedautore 2020 e viene prodotto nel 2022 da Teatro i; nel 2020 vince il premio Nuove Sensibilità 2.0 con Appunti per un testo sulla fine del mondo; nel 2023 debutta la sua regia di Lemons Lemons Lemons Lemons Lemons di Sam Steiner prodotta dal Nuovo Teatro Sanità. Nel 2025 dirige e interpreta Assetati di Wajdi Mouawad per il Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, vincitore del Premio Leo de Berardinis. Il suo ultimo testo, Bacio sogno autodistruzione, scelto da Willem Dafoe come vincitore di Biennale College Drammaturgia 2025, debutterà come mise en lecture alla Biennale Teatro 2026 diretto da Alessandro Businaro. This is not an airport è il suo primo progetto di scrittura di scena.
dramaturg Andrea Dante Benazzo



