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REf18 DANCING DAYS


 

Mondi apparentemente distanti, corpi multiformi si schiudono davanti ai nostri occhi ogni volta che parliamo di danza. Ed è per questo che REf18 sceglie di rinnovare il suo appuntamento con Dancing days #dDays, i giorni dedicati alle creazioni di artisti europei che spingono la ricerca coreografica verso territori inesplorati, scoprendo nuovi paesaggi emotivi, percettivi ed estetici.

I protagonisti? Sono Keren Levi, Sara Sguotti, Christos Papadopoulos, Ingrid Berger Myhre, Luna Cenere, Dominik Grünbühel con Luke Baio e Salvo Lombardo/Chiasma, coreografi e danzatori distintisi negli ultimi anni in Italia o sulla scena europea anche grazie ai network DNAppunti coreografici e Aerowaves, che potrete scoprire dal 18 al 21 ottobre in Mattatoio e al Teatro Vascello. Fai click qui per inserire tutto Dancing days in Rifrazioni, l’abbonamento dedicato a questo e tutti gli altri focus del Festival.

 

 

Il corpo, spiega Francesca Manica curatrice del focus, è il fil rouge che attraversa quest’edizione di Dancing days: «Un corpo inteso come strumento personale e politico, chiave di accesso all’emotività degli artisti o ‘arma’ per analizzare, scomporre e ricomporre il presente». Ed è proprio a partire dal corpo che, questa settimana vogliamo raccontarvi gli artisti ospiti del focus.

 

 

Ci siamo innamorati dell’intimità messa in scena da Sara Sguotti (vincintrice nel 2017 del concorso DNAappunti coreografici) che in S.SOLO ci invita a esplorare e a percepire il piacere emotivo e carnale nato dalla relazione con le opere di Louise Bourgeoise, Ren Hang, Tracy Emin e Baudelaire. A questa dimensione di intimità ci avvicina anche Kokoro di Luna Cenere che invece gioca tutta la sua coreografia tra i due significati, per certi versi opposti, che può assumere questo termine giapponese. Kokoro è, infatti, sia il cuore che la mente. «Di certo un corpo che danza è un corpo che si offre allo sguardo, ma non solo: c’è un’anima che lo muove e che si espone» afferma la coreografa.

 

 

Lasciamo questa intimità per andare incontro a un corpo capace di farsi oggetto del desiderio, merce, ma anche strumento di analisi del presente, messaggio culturale e sociale. Pensiamo ai corpi di donne messi in scena da Keren Levi che nel suo The Dry Piece | XL Edition fa riferimento ai musical degli anni ’30 creati da Busby Berkeley e al testo The Beauty Myth firmato da Naomi Wolf, accusa al maschilismo e agli ideali di bellezza plasmati dal desiderio maschile: «Cosa è la bellezza dal punti di vista della femminilità e cosa dal punto di vista della composizione artistica? – si chiede la coreografa – il mio lavoro si costruisce intorno a questa doppia domanda che mi pongo da un lato come donna, dall’altro in qualità di coreografa. Voglio mettere in discussione l’immagine stereotipata delle donne e voglio contribuire alla loro emancipazione».

 

Con il suo Excelsior, coprodotto da Romaeuropa Festival 2018, invece, Salvo Lombardo s’interroga sull’eredità culturale dell’idea d’Occidente della fine del XIX secolo. Il suo punto di partenza è il Gran Ballo Excelsior, celebre balletto dell’Ottocento più volte rimesso in scena fino ai nostri giorni. Ma lo spettacolo che porterà in scena al Teatro Vascello il 20 e il 21 ottobre, insieme a 10 danzatori dell’Accademia Nazionale di Danza non è un semplice riadattamento. Ci spiega Salvo: «Cercare di tradurre il Gran Ballo Excelsior è stato come trivellare un grosso giacimento di informazioni e prodotti culturali. (…) Le varie riprese e riallestimenti, dal 1881 a oggi, dimostrano quanto quest’opera sia rappresentativa anche di una postura del pensiero che è stato nostro interesse disarticolare, soffermandoci sugli immaginari stereotipici che riemergono oggi, in forme apparentemente diverse, nelle rappresentazioni degli ‘altri’, nel disegno dei corpi, e nella negoziazione delle relazioni tra Europa e ‘resto del mondo’».

 

 

Astratto è il corpo in movimento negli spettacoli di Christos Papadopoulos che dopo aver presentato il suo Elvedon torna in scena per REf con Opus. Qui quattro danzatori in scena cercano di restituire attraverso i loro movimenti spigolosi e geometrici la materialità de L’Arte della Fuga di Johan Sebastian Bach. «Per Opus mi sono chiesto come riuscire a visualizzare la musica evitando qualunque interpretazione legata all’aspetto emotivo. Ero interessato unicamente al suo aspetto visivo. Volevo dar vita a qualcosa che ricordasse lo screensaver di un computer, di quelli che hanno un potere ipnotico con i loro movimenti fluidi di forme» spiega il coreografo. Il sorprendente risultato è una coreografia eccitante e ammaliante in cui il corpo sembra assorbire e trasformarsi in puro suono o schema musicale.

 

Infine, se la norvegese Ingrid Berger Myhre con Blanks utilizza il corpo come strumento metalinguistico per riflettere sulle condizioni attraverso cui si assiste ad uno spettacolo di danza, interrogandosi sulla natura della danza come linguaggio, il duo composto dagli austriaci Dominik Grünbühel e Luke Baio con Ohne Nix crea uno spettacolo esplosivo, epico, megalomane ma, come ci raccontano i due stessi coreografi «fatto di sostanze immateriali come il fumo, la luce e il suono». Un corpo in sottrazione dunque, che si nasconde ironicamente, dietro proiezioni video e luci che giocano con l’estetica anni novanta, con le mode di quegli anni e con le loro musiche. Come questa.

 

A cura di Matteo Antonaci

 


 

I DANCING DAYS NON FINISCONO QUI

 

 

Appuntamento il 21 ottobre sempre in Mattatoio con la finale di DNAppunti coreografici 2018, il progetto di sostegno ai giovani coreografi italiani che nasce da un lavoro sinergico tra differenti realtà del territorio nazionale.

 

Per Community: appuntamento con il progetto Vis à vis promosso da Teatro e Critica che con un gruppo di studenti seguirà tutto il focus dedicato alla danza e incontrerà il pubblico in un momento di apertura il 21 ottobre alle 19:30. POINT OF VIEW è invece il nuovo progetto di Alternanza Scuola Lavoro che Romaeuropa propone quest’anno ai Licei e Istituti scolastici superiori romani. L’obiettivo è quello di immergere i ragazzi negli ambienti dello spettacolo dal vivo da un punto di vista nuovo: quello dell’organizzatore dell’evento. Gli studenti verranno seguiti da Dominio Pubblico, realtà che da diversi anni si occupa di progetti di audience development rivolti ai giovani.