Romaeuropa Festival

 

La grande danza della 33esima edizione del festival con
Sharon Eyal, Hofesh Shechter
e il duo Cecilia Bengolea & François Chaignaud.

 

Questa settimana attraversiamo il festival a passo di danza dando uno sguardo alle produzioni di 3 grandi nomi della coreografia internazionale: Love Chapter II di Sharon Eyal, Gai Behar, L-E-V (24 – 26 settembre, Teatro Argentina), Grand Finale di Hofesh Shechter (17 – 19 ottobre Teatro Olimpico) e DFS del duo Cecilia Bengolea e François Chaignaud (23 – 24 novembre, Teatro Vascello).

 

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Danzare tra mondi diversi? Between worlds è anche questo! Tra i cuori pulsanti di Romaeuropa Festival da ben trentatré anni, la danza torna ad essere protagonista con i grandi coreografi della scena internazionale.

 

Omaggi all’amore, danze scatenate sull’orlo del precipizio o all’interno di una visionaria fine del mondo, esuberanti connubi di dancehall giamaicana e danza classica, sono alcuni dei segni distintivi di questa edizione.

 

Abbiamo scelto 3 nomi per parlarvene e chiesto ad alcuni spettatori di farlo con noi:

 

 

«La Eyal è capace di emozionare, incantare e tenere in tensione per tutta la durata dello spettacolo, riesce a riempire la scena pur non usando scenografie. In ciascun interprete puoi scoprire qualcosa di affascinante. Attendo Love Chapter II con la voglia di ritrovare accentuati i tratti distintivi del suo essere artista. Immergermi ancora in quell’atmosfera tra il surreale e il misterioso. Sharon dice che vede nella musica e nella danza gli unici mezzi per cambiare il mondo, e andando a vedere i suoi spettacoli –  e più in generale a teatro – potremmo riuscire a farlo» ci dice Deborah D’Orta, spettatrice assidua del festival.

 

E in effetti quello della Eyal e della sua L-E-V e un ritorno che ci sta molto a cuore. Con lei, a presentare Love Chapter II sono Gai Behar, musicista e uno dei massimi animatori della vita notturna di Tel Aviv, e Ori Lichtik, padre dei techno rave israeliani, tutti membri fondanti di una compagnia che fa proprio il fascino di atmosfere e venature notturne, tra elettronica e glamour, maniacale attenzione al movimento corporeo e poesia dei sentimenti umani. Trattato sull’amore in forma di danza, anche Love Chapter II, come tutta la produzione artistica della Eyal, è uno spettacolo trascinante e profondamente romantico, seducente e contemporaneamente misterioso.

 


 

 

«Chi conosce Hofesh Schechter non ha bisogno di leggere recensioni o di vedere anteprime per decidere se andare a vedere la sua ultima creazione; sa già che vorrà nuovamente regalarsi l’emozione di dare uno sguardo all’umanità attraverso gli occhi e la sensibilità elegante di questo geniale giovane coreografo. Uno sguardo universale e senza tempo quello di Schechter che capta l’energia vitale primaria dell’umanità e la filtra creando sinfonie corali di corpi in movimento. Un’occasione per scoprire Hofesh Schechter se non lo si conosce» Così ci ha scritto Anna Maria Schirru, spettatrice di Romaeuropa, quando le abbiamo chiesto di parlarci di Hofesh alla luce del suo ritorno a Roma.

 

Grand Finale, lo spettacolo che presenterà per REf, è stato descritto dal The Guardian come un valzer per la fine del mondo, comico, cupo e meraviglioso. Sulla scena un mondo in caduta libera pieno di energia anarchica, scene ipnotiche e sottile umorismo. Fondamentale, come in tutti gli spettacoli che hanno reso celebre il coreografo, la musica eseguita dal vivo da sei musicisti e scritta dallo stesso Shechter come contropartita ai movimenti dei 10 danzatori in scena: «Nelle immagini e nelle sensazioni di Grand Finale riecheggia qualcosa del caos che ci circonda. Noi, in quanto spettatori, non dobbiamo far altro che lasciarci trasportare dalle immagini e dalle emozioni, abbandonarci alla provocazione, al divertimento e dedicarci all’osservazione», racconta lo stesso Shechter.

 


 

 

Chiudiamo questo percorso con una nuova proposta: DFS è il titolo dello spettacolo nato dalla collaborazione tra Cecilia Bengolea e François Chaignaud, tra i primi coreografi invitati dal TanzTheater Wuppertal di Pina Bausch, dopo la scomparsa della celebre coreografa, a creare un pezzo per la compagnia.

 

Nata a Buenos Aires, Cecilia Bengolea ha studiato forme di danza urbana, prima di proseguire gli studi in antropologia della danza con Eugenio Barba e in Filosofia e Storia dell’Arte all’Università di Buenos Aires. Come danzatrice, coreografa e artista performativa, Cecilia Bengolea percepisce la danza e la performance come scultura animata e si compiace del fatto che queste forme le permettano di diventare allo stesso tempo oggetto e soggetto.

 

Esattamente dall’altra parte del mondo proviene il francese François Chaignaud. Dopo aver studiato danza dall’età di 6 anni, si  diploma nel 2003 al Conservatorio Nazionale Superiore di Danza di Parigi, collaborando subito con diversi coreografi. La sua carriera è caratterizzata da una ricerca sospesa tra danza e canto, una tensione da cui prende forma un corpo capace di abitare lo spazio con il rigore sensuale del movimento, il potere evocativo del canto e una serie di riferimenti storici che spaziano anche nella letteratura erotica.

 

Dall’incontro tra le ricerche di questi due autori nasce DFS: uno spettacolo di dancehall sulle punte, in cui il canto si confonde con il ritmo undeground delle danze giovanili di resistenza di Kingdstone ma anche con la danza classica e con le tecniche di movimento tradizionali. Il risultato? Iniziate a scoprirlo attraverso il trailer ufficiale.