DNAppunti coreografici

ATTENZIONE: A CAUSA DI IMPREVISTI, LA PERFORMANCE DI CATERINA BASSO E’ STATA ANNULLATA.

4 novembre
Opificio Romaeuropa

Annamaria Ajmone, Caterina Basso, Valentina Buldrini/Martina La Ragione + Lautaro Reyes con SISTEMA dal Certamen Coreografico de Madrid

PROGRAMMA DI SALA

Dopo la puntata zero dello scorso anno, il progetto DNAppunti coreografici torna ad aprire con un momento di intimità la quinta edizione di DNA: tre coreografe italiane Annamaria Ajmone, Caterina Basso e il duo Valentina Buldrini/Martina La Ragione mostrano al pubblico, in uno spazio non convenzionale, i loro appunti coreografici. Presentano, ognuna in 15 minuti, differenti modalità di scrittura coreografica e personalissimi percorsi creativi. La rosa delle artiste selezionate è il risultato di un lavoro condiviso tra il CSC Centro per la Scena Contemporanea di Bassano del Grappa, L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino e la Fondazione Romauropa nella sua attività di promozione danza per creare spazi di ricerca, opportunità di crescita e sostenere nuove progettualità.
Agli spettatori, l’opportunità di esprimere la propria preferenza e a una squadra di operatori, quali Massimo Carosi, Laura Kumin e Anita Van Dolen, il compito di studiare questi appunti ed assegnare al progetto più promettente un percorso di residenza creativa e sostegno economico.
Annamaria Ajmone presenta “Tiny” che continua la ricerca iniziata con “[In]Quiete”. Mentre quest’ultimo lavoro si focalizza sull’analisi delle tensioni fisiche e psichiche indotte dall’esterno, “Tiny” scivola in atmosfere più intime e raccolte raccontando un viaggio tra la pelle e le ossa in una metamorfosi continua. La ricerca coreografica indaga il termine “abbandono” inteso come “affidarsi a se stessi”, perdersi nel proprio spazio interiore, in un presente che risuona di echi lontani, dove riaffiorano suoni, odori e immagini perdute.
Torna con “Sovrappensiero”, dopo la performance “Il volume” com’era presentata durante Waiting for DNA 2014, Caterina Basso. Motivo d’indagine sono le sfumature, le dinamiche e i tempi di un distacco e ritorno dal presente vissuto da un corpo mosso dalla propria volontà e da forze esterne. A muovere questo primo studio è l’intenzione di indagare uno stato del corpo, di entrare a un livello maggiore di astrazione, penetrando, come suggerisce il titolo, la dimensione del “sovrappensiero”, ovvero la possibilità di essere in due posti nello stesso momento.
Valentina Buldrini e Martina La Ragione presentano “you b.”, una ricerca dentro il mondo pittorico di Hieronymus Bosch, passaggio tra vita e morte, passaggio tra luce e ombra. Nelle loro parole: «il corpo è il crocevia di forze, di connessioni/il corpo aiuta a ricordare/la danza è realtà poetica concreta/trasmette valori, è voce spirituale, filosofica, sociale e politica/come una finestra aperta sul paesaggio/come una fontana al centro di una piazza/come uno specchio in attesa di un riflesso come un viale alberato a delineare un percorso».

Il pomeriggio di DNAppunti coreografici si conclude con la presentazione del duo “Sistema” (2013) di Lautaro Reyes giovane promessa dal Certamen Coreografico di Madrid. Dopo una formazione tra il Ballet National de Cuba e diversi centri artistici in Cile, Lautaro Reyes torna nella sua Barcellona per muovere i primi passi coreografici, collaborare con gli Umma Umma Dance e appassionarsi alla composizione in danza. Affascinato dalle azioni che ognuno compie giornalmente nella propria vita, studia i comportamenti umani. Esiste un’attitudine fisica che deriva dall’espressione verbale, determinata da uno stato mentale, corporale ed emotivo dell’individuo. Il nostro intelletto, le nostre emozioni e i nostri istinti sono espressione di un codice corporale condiviso da donne e uomini. La ricerca di Lautaro e della sua crew vuole entrare in questo codice umano dell’espressione.