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Alexandre Rabinovitch-Barakovsky


Nato nell’Unione Sovietica (a Bakou) nel 1945, studia pianoforte con Fischmann e composizione con Kabalewski e Piroumov al Conservatorio di Mosca. Virtuoso del pianoforte, è tra i primi a suonare opere d’avanguardia nella Ex Unione Sovietica, eseguendo tra gli altri brani di Messiaen e Stockhausen: la posizione scomoda che gli procura questa scelta lo costringe infine, nel 1974, a lasciare il suo paese per la Francia e, inseguito, a stabilirsi in Svizzera. Qui inizia una nuova carriera come pianista e compositore, dando libero sfogo ad una vena creativa eclettica e instancabile: sonate, cantate, pezzi per violoncello, melodie sui testi di André Biely, diverse opere per pianoforte solo e per due pianoforti. Proprio la formula del duo pianistico lo porta ad una felice collaborazione con Martha Argerich, la grande musicista argentina con cui tiene diversi concerti e incide opere di Messiaen e Schumann per la EMI, nonché classici di Rachmaninov, Brahms, Mozart, Dukas, Richard Strauss e Ravel per la TELDEC Classics. Il suo stile compositivo, in bilico tra Romanticismo e modernità, gli guadagna presto i favori della critica, permettendogli di partecipare alle maggiori kermesse musicali europee, dalla Biennale di Venezia (1977 e 1979) al Musiktriennale di Colonia (1994).
Rabinovitch si prodiga inoltre come direttore, esibendosi, oltre che in Francia, in Germania, Giappone, Italia, Danimarca, Jugoslavia, Austria, Polonia e infine nella stessa Russia. Tra le sue ultime incisioni va ricordata una registrazione dal vivo del Concerto per piano di Schumann e del Triplo Concerto per piano, violino e violoncello di Beethoven, con Martha Argerich, Renaud Capuçon, Mischa Maisky, e la Lugano Symphony Orchestra (EMI Classics 2004).

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