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Suite populaire di Alexander Rabinovitch
Palazzo Farnese
27 luglio 1989
25romaeuropa.net

Alexander Rabinovitch

con Alexander Rabinovitch: Recital di pianoforte


L’argentina Martha Argerich e il russo Alexander Rabinovitch hanno offerto un recital per due pianoforti, che ha incluso al fianco di brani classici e contemporanei, anche una composizione dello stesso Rabinovitch, Suite populaire, scritta a Monaco nel 1982. Forti di un repertorio ampio e coraggioso (l’artista russo è stato tra i primi a portare in patria le sperimentazioni di Stockhausen e Messiaen), i due interpreti hanno eseguito per l’occasione il Rondò in la maggiore di Schubert, ultima opera per piano a quattro mani del compositore austriaco e La Valse di Ravel, concepita inizialmente per un solo pianoforte, poi rielaborata e arricchita.
A rappresentare la musica contemporanea, un brano dello stesso Messiaen, Visions de l’Amen, celebre anche per essere la prima partitura dedicata alla moglie e pianista Yvonne Loriod e diviso in sette parti, dall’Amen de la Création all’Amen de la Consommation: un percorso espressivo esemplare attraverso la ricchezza e complessità armonica dell’opera del compositore.

SUITE POPULAIRE
di Alexander Rabinovitch

Il teatro di Eschilo e il teatro Nô usano un solo stato affettivo in ciascuna opera. Questo permette di liberare il contenuto intellegibile di una emozione analizzato sotto tutti gli aspetti e di creare un clima da incantesimo nel senso rituale, della monologia – preghiera fatta di un unico pensiero.
In questa opera, il filo conduttore emozionale è il movimento dell’animo che esprime la violenza ed il liberarsi delle passioni collettive, come uno specchio di bassezza umana. Il suo carattere aggressivo ed esagerato viene reso simbolicamente da una sequenza armonica presa in prestito dalla pop-music. Il ruolo del ritmo implacabile delle doppie crome è ambivalente, dal momento che un movimento regolare può essere interpretato sia come una marcia inesorabile verso la morte e simboleggiare così le tendenze distruttive della personalità – secondo la gnosi – sia secondo le tradizioni greche come simbolo dell’intelligenza che si muove in circolo – “immagine nobile dell’eternità immobile”. Questo aspetto doppio è premonitore delle ulteriori trasformazioni di questa violenta componente di base. Questo sdoppiamento si esprime, dal punto di vista armonico, attraverso le relazioni della coppia minore-maggiore, e a livello extramusicale si traduce, in un secondo piano, nei rapporti azione/interiorizzazione della coscienza.
Dal punto di vista numerico, i numeri 3 e 5, stanno a simboleggiare l’azione, il dinamismo, il tono, si integrano poi nel numero 15, elemento di sintesi della figura retorica del discorso.
L’opera è stata composta dagli stessi interpreti, a Monaco nel 1982.

Crediti

Musica Olivier Messiaen (Visions de l’Amen, per due pianoforti), Franz Peter Schubert (Rondò in la maggiore op. 107 D. 951), Alexander Rabinovitch (Suite populaire, per due pianoforti), Maurice Ravel (La Valse, per due pianoforti)
Interpreti Martha Argerich (pianoforte), Alexander Rabinovitch (pianoforte)