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Blanca del Rey


Blanca Avila Molina nasce a Cordova. La sua passione per il flamenco si manifesta fin da piccola. A sei anni ha già vinto numerosi concorsi debuttando subito dopo al Gran Teatro di Cordova. La sua vocazione per il flamenco è gia salda e decisa, a dodici anni esordisce come professionista nel tablao cordobés El Zoco. Il Corral de la Morería la consacra al successo assoluto a soli quindici anni. A diciannove anni sposa Manuel del Rey e si ritira dalla danza professionista per dedicarsi alla famiglia. Dopo aver cresciuto i due figli, torna al flamenco: si interessa alla sua evoluzione storica e studia all’università Storia dell’arte. Quando ritorna a danzare, la sua visione ha ormai acquisito una incontrastata originalità. Prima saltuariamente, poi sempre più assiduamente torna ad esibirsi in pubblico, raggiungendo l’apice con Soleà del Mantòn, un’opera che rappresenta, nella storia del flamenco, una vera e propria scuola. Ma a questa si affiancano numerose coreografie, tra le più evolute della sua produzione.
Nel 1983 crea la compagnia Ballet Flamenco Blanca del Rey, con cui presenta nel 1984 Poemas y Danzas de Andalucía al Centro Cultural De La Villa De Madrid, ottenendo il premio della critica come miglior ballerina contemporanea.
Nel 1986 è nominata rappresentante della danza spagnola presso l’allora CEE, con l’incarico di organizzare una serie di conferenze sul flamenco in tutta Europa. Ed è la prima ballerina di flamenco ad esibirsi nei teatri di Taiwan, con grande successo di critica e di pubblico.
Nel 1990 inaugura il primo corso di flamenco presso l’Università Complutense di Madrid. Nel 1992 realizza Pasión Flamenca, spettacolo composto da sei coreografie che ripercorrono la storia del flamenco puro, presentata nel Gran Teatro di Cordova ed ospitata nel prestigioso festival internazionale di Aix en Provence.
In collaborazione con Yehudi Menuhin e Ravi Shankar, realizza per l’Unesco uno spettacolo che ha come protagonisti il sitar e la chitarra, lasciando emergere l’armonica fusione tra due tradizioni musicali, la Cortés intende mostrare il possibile dialogo tra Oriente ed Occidente. Nel 1997 crea uno spettacolo per il Gran Teatro di Cordova, Renacer, con cui traccia la storia di Cordova, sua città natale, ambientandola ai primi anni del 1900.
Seguono poi numerosi creazioni, realizzate nell’ambito del festival Madrid nella danza, e poi portate in toruneés internazionali.
Nel 1999 ottiene il premio Calle de Alcalá e il Premio Nazionale del Flamenco.
Nel 2000 nel corso di una lunga tournée con la sua compagnia, presenta in tutti i comuni di Madrid lo spettacolo Pasión Flamenca e nel 2001 realizza il suo nuovo spettacolo Flamenco a Bocajarro. Con lo spettacolo Carte Blanche (2001), scritto in collaborazione con Maurice Béjart, prende parte al XXXIII Festival Internazionale della danza presso il Teatro Felice di Genova.
I suoi spettacoli, creati per la Compagnia Blanca del Rey Ballet Flamenco, sono stati ospitati in tutto il mondo ed hanno fatto recuperare alla cultura flamenca, liberandola da ogni folclorismo, un posto nell’ambito dell’arte e della cultura coreografica.

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