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Compagnia Solari-Vanzi


Marco Solari ed Alessandra Vanzi, attori e registi, fanno coincidere l’inizio del loro percorso teatrale con la Biennale di Venezia del 1975 quando hanno occasione di prendere parte ad un laboratorio svolto da Jerzy Grotowski. L’incontro con il maestro polacco determina il loro approccio al teatro. Lo stesso anno fondano insieme a Giorgio Barberio Corsetti la compagnia Gaia Scienza che debutta nel 1976 con lo spettacolo La rivolta degli oggetti. Dopo un ricerca decennale la compagnia, distintasi per lo sviluppo di una particolare azione dell’attore-performer e per un lavoro sullo spazio scenico intriso di arti visive, si scioglie dando origine a due compagnie distinte. Così, nel 1985 i due attori-registi creano la Compagnia Teatrale Solari-Vanzi che continua il percorso già cominciato con l’esperienza precedente: collaborazione con musicisti ed artisti, un approccio sempre critico nell’uso di luci e spazio, nuove tecnologie e corpo dell’attore. Tra gli spettacoli prodotti Notturni diamanti (1984), Il cavaliere azzurro (1985), Racconti inquieti (1987), Ho perso la testa (1989).
A partire dagli Anni Novanta non mancano di elaborare un personale confronto con il testo, soprattutto di autori contemporanei, alla ricerca di un linguaggio poetico e leggero, paradossale e ricco di rimandi e richiami alla realtà contemporanea. Tra i lavori si ricordano Dialogo (1991), L’Accalappiatopi (1994), Alle mie vittime (1996), La cura di Viktor (1996), Studio sulle baccanti (1999).
Nel 1999 la Compagnia si è unita con il Centro Spettacoli Teatrali (C.S.T.) che gestisce a Roma la Sala Uno Teatro debuttando con Gilgamesh, per la regia di Kheradmand, e la partecipazione di Marco Solari in qualità di attore e di Alessandra Vanzi come aiuto regista.
Parallelamente all’attività con la compagnia, Marco Solari collabora con diversi musicisti italiani in veste di regista; mentre Alessandra Vanzi affianca al lavoro nel gruppo quello di attrice (per registi quali Bernardo Bertolucci, Francesca Marciano, Iorgos Panossopoulos, Wilma Labate, Jane Campion, Angelo Pasquini, Reanto De Maria) e di drammaturga (Sepoltura, un suo testo, è stato finalista al Premio Riccione).
L’attenzione che i due artisti hanno da sempre mostrato verso i media soprattutto nei loro risvolti artistici, li ha condotti non solo a svolgere una attenta e completa documentazione dei propri spettacoli, ma anche a realizzare, fra i primi in Italia, Percorsi cifrati, un cd multimediale sull’attività della compagnia.

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