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Denis Marleau – Théâtre Ubu


Nato in Québec nel 1954, dopo aver diretto il Théâtre français du Centre national des arts di Ottawa Denis Marleau ha legato il suo nome soprattutto al Théâtre Ubu, da lui fondato nel 1982. Con un curriculum che comprende ormai oltre trenta produzioni e lunghe tournées internazionali, Marleau e la sua compagnia si sono conquistati un posto d’onore nell’ambito della scena canadese, anche grazie ad uno stile personalissimo che unisce rigore e gioco, audacia formale e stilizzazione, e che si apre volentieri alla contaminazione di altre forme espressive, dalla musica alla danza, alle arti visive. Tra i primi spettacoli vanno menzionati Merz Opéra (1987, tratto da Kurt Schwitters), Oulipo Show (1988) e Maîtres Anciens (1996), quest’ultimo costruito su un romanzo di Thomas Bernhard e destinato ad imporre il nome della compagnia in Europa. Seguono Les Trois Derniers Jours de Fernando Pessoa (1997, tratto da Antonio Tabucchi e prima pièce in cui la compagnia sperimenta l’uso del video), Le Passage de l’Indiana (1996) e Le Petit Köchel (2000) – entrambi di Normand Chaurette ed entrambi presentati al Festival d’Avignon -, Les Aveugles (2002), che raggiunge anche il Festival di Edimburgo.
Nel 2004 Marleau adatta e mette in scena Le moine noir, di Anton Cechov, in tournée europea dopo la prima al Théâtre Royal de Mons in Belgio, e propone due installazioni, Dors mon petit enfant di Jon Fosse e Comédie di Samuel Beckett, nell’ambito di Lille 2004, capitale della cultura europea.
Tra gli spettacoli realizzati nel 2005 dal Théâtre Ubu si ricordano inoltre Nous étions assis sur le rivage du monde, Ombres (di Stéphanie Jasmin) e Les reines, ancora una volta da Normand Chaurette.

 

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