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Durutti Column


Gruppo di Manchester fondato da Vincent Reilly, la sua musica si dinstingue per una ricerca coerente attraverso atmosfere rarefatte e flussi sonori. Le composizioni di Reilly – che ha lavorato con Morrisey e con Holly Johnson, oltre che con il batterista Bruce Mitchell – hanno influenzato decisamente molta della produzione inglese post-punk, presentandosi come l’anello di congiunzione fra la creatività anarchica della Manchester di fine anni Settanta ed il nuovo movimento musicale degli ultimi anni Ottanta. Al primo album, The return of Durutti Column, che risale al 1980, ne seguono numerosi altri le cui vicende produttive sono legate a quelle dell’etichetta discografica Factory – costretta a chiudere più volte. Nel 1990 pubblicano con questa l’album Obey the time, a cui seguono, nel 1992, concerti a Milano e a Londra, che vedono Vincent Reilly tornare a suonare dal vivo dopo una lunga pausa. Dalla rinata collaborazione con Stephen Street (produttore dei Blur e The smith e dell’album Viva Hate di Morissey, scritto insieme a Reilly) nasce Sex and death nel 1994, caratterizzato da una raffinatezza melodica con richiami alla semplicità della musica popolare. La tecnica chitarristica di Reilly, capace di passare attraverso diversi stili, ma sempre secondo una creatività non ripetitiva, continua ad essere uno degli elementi maggiormente apprezzati dalla critica.
Nel 1995 (sempre con la Factory) i Durutti Column, per primi, pubblicano un CD album Domo arigato ed una cassetta audio digitale The guitar and other machine, a cui segue, quasi contemporaneamente (il 24 ottobre 1995 a Londra), il lancio di Sex and death, un CD-Rom che contiene oltre la musica suadente di Reilly diversi materiali aggiunti tra cui un’introduzione del chitarrista ad ogni brano, una spiegazione relativa alla strumentazione del gruppo e la storia completa a partire dal primo gruppo Alberto y trio los paranois di Bruce Mitchell.
Nel 1996 ha inizio per il gruppo una nuova fase. Con l’etichetta Les disques du crépuscule pubblica l’album Fidelity, una mistura di ritmi dolci e ballabili che vede al fianco della chitarra di Reilly, la voce di Elli Rudge. Lo stesso anno segna anche l’inizio di una lunga collaborazione con il programmatore-tastierista dei Laurie Lexicon.
Nel 1998 prendono parte al prestigioso First Annual Festival of Drifting presso il South Bank di Londra, un concerto definito post-ambient che conta sulla partecipazione dei più importanti nomi che hanno influenzato il post-rock quali Bill Nelson, Pan Sonic, The conet project. Lo stesso anno realizzano Time was gigantis when we are kids, che gioca con titoli ironici quali Pigeon, ispirato ad Albatros, una canzone di Peter Green. Il 1998 è un anno di svolta per il gruppo, da una parte l’arrivo di Keyr Stewart (produttore e multi strumentista) e di John Mtcalfe (musicista dal repertorio classico ma che bene si integra con il gruppo) arricchisce il tessuto strumentale e musicale dei Durutti, dall’altra si consuma la definitiva rottura con Tony Wilson, manager della Factory, che per primo aveva lanciato e creduto nella ricerca dei Durutti Column.
Nel 2001 esce il doppio CD, The best of the Durutti Column, che deve la sua genesi al film di Winterbottom 24 hour party people, un viaggio, in cui appare lo stesso Reilly, attraverso la vita di Tony Wilson. Nel 2002 viene pubblicato dalla Artful Records e registrato nello studio del produttore Keyr Stewart, Rebellion, un album dalle sonorità tenui, che tuttavia sembra lasciare piuttosto fredda la critica.
L’esperimento rap con Bic e la partecipazione di Camilla Britten, giovanissima cantante (12 anni), generano sempre più una mescolanza di stili ed una combinazione di nuove forme musicali.
Il nuovo album Someone else have party (2003) – originato dalla morte della madre di Reilly – è profondamente segnato da un atteggiamento critico nei confronti delle nuove sonorità.
Dalla collaborazione con Phil Cleaver della Kooki disc nasce, nel 2004, Tempus fugit.