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The Durutti Column in Concerto


Per la prima volta a Roma, lo storico gruppo inglese dei Durutti Column, formatosi negli anni Ottanta a Manchester sotto la guida del chitarrista-compositore Vincent Reilly, ha permesso di ascoltare le creazioni di quest’ultimo, probabile anello di congiunzione fra la creatività anarchica della Manchester di fine anni Settanta ed il nuovo movimento musicale di fine anni Ottanta.
Nel corso degli anni Reilly, senza mai cedere alle mode musicali (forse senza neppure fare clamorose scoperte) ha creato uno stile personale componendo, in modo non convenzionale e perciò risignificante, le molte suggestioni proveniente da una indefessa ricerca musicale: ne sono nate delle musiche che assorbendo e rielaborando molti stili e scuole, non hanno mai perso di identità.

 

Rassegna stampa
“Il suo stile chitarristico, elaborato e poco propenso alla svisate spettacolari, e in continua evoluzione sempre alla ricerca di soluzioni, fraseggi innovativi, senza per forza di cose farsi opprimente nonostante l’utilizzo di diversi marchingegni elettronici. Fluttuanti, aggraziate come cigni in amore, a tratti ostiche e pericolosamente petulanti, le composizioni di Reilly abbracciano i modi del jazz, attingono a piene mani dalle atmosfere rilassanti dell’ambient music. Naturalmente Vincent non scopre niente di nuovo ma sfrutta magnificamente elementi musicali diversi, mettendoli insieme in maniera non convenzionale. Sonorità suadenti che seguono diligentemente leggi inverse di attrazione e repulsione, combinazioni aleatorie, provvisorie di note e colori tese verso uno status di accecante precarietà”.
(Massimo De Luca, “Durutti”, melodie vellutate, l’Unità, 24 giugno 1992)

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