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Giorgio Battistelli


Nato ad Albano Laziale nel 1953, si diploma in composizione con Giancarlo Bizzi al Conservatorio Casella di L’Aquila, studiando contemporaneamente storia della musica con Claudio Annibaldi e pianoforte con Antonello Neri. Nel 1974 è tra i fondatori del Gruppo di Ricerca e Sperimentazione Musicale Edgar Varèse e del Gruppo Strumentale Beat 72 di Roma, mentre l’anno successivo frequenta a Colonia i seminari di composizione di Stockhausen e Kagel, perfezionandosi quindi a Parigi in tecnica e interpretazione nel teatro musicale contemporaneo con Jean Pierre Drouet e Gaston Sylvestre.
Agli anni ottanta risale la sua affermazione come compositore, grazie alla residenza a Berlino su invito del Deutscher Akademischer Austauschdienst e alla collaborazione con la Casa Ricordi (tuttora editrice delle sue partiture), ma soprattutto in virtù delle sue opere di teatro musicale, quali Experimentum mundi, su testi tratti dall’Énciclopedie (1981), Aphrodite (1983), Jules Verne (1987), Le combat d’Hector et d’Achille (Strasburgo, Festival Musica 1989) e Globe Theatre, su coreografie di Virgilio Sieni (1990).
Dopo aver ricevuto nel ’93 il Premio Cervo per la musica, viene chiamato da Hans Werner Henze come successore alla guida del Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano, dove rimane direttore artistico per tre anni. Malgrado la sua intensa attività di compositore per orchestra (La fattoria del vento, Onde a terra se acaba, Psychopompos, Ascolto di Rembrandt, Il y a un Firmement, Teta veleta, Giacomo mio salviamoci) è sempre la produzione legata al teatro ad accrescere la sua notorietà, con partiture come Teorema, parabola in musica (1992, libero adattamento da Pier Paolo Pasolini), Prova d’orchestra (1994-95, da Fellini), La scoperta della lentezza (1997), Il fiore delle mille e una notte (1999), Étude per orchestra (2000) e Impressions d’Afrique, da Raymond Roussel (2000).
Nominato nel 1996 Direttore Artistico dell’Orchestra della Toscana, lavora tra gli altri al Centro Tempo Reale di Luciano Berio a Firenze e con il Centro di Sonologia Computazionale dell’Università di Padova, arrivando negli ultimi anni a ricoprire alcune delle maggiori cariche istituzionali della musica italiana: Direttore Artistico della Società Aquilana dei Concerti (2000-2005), Direttore Artistico dell’Accademia Filarmonica Romana (dal 2005), Direttore della Biennale Musica di Venezia (dal 2004).
Tra le sue opere più recenti ricordiamo Auf den Marmorklippen (2001), visioni musicali dal romanzo di Ernst Jünger, andato in scena l’8 marzo 2002 al Nationaltheater di Mannheim ed interpretato dalla compagnia catalana Fura dels Baus; The Embalmer (2002) su testo di Renzo Rosso, andato in scena all’Omega Palace di Londra, nell’ambito dell’Almeida Festival il 10 luglio 2002; L’autunno del Patriarca composto ed eseguito per la prima volta nel 2004 all’Opera di Brema; Meandri (2004), composizione sinfonica commissionata ed eseguita per la prima volta dall’Orchestra Filarmonica del Teatro Alla Scala, diretta da Riccardo Muti; infine, Riccardo III, opera tratta dall’omonima tragedia di Shakespeare, su libretto di Ian Burton (Vlaamse Opera di Anversa, 31 luglio 2005). E Proprio presso l’Opera di Anversa, Battistelli nel 2005 è stato nominato compositore residente.