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Hans Tuerlings – Raz


Hans Tuerlings ha cominciato la sua formazione presso il dipartimento di danza della Brabant Music Academy. Il suo disinteresse verso gli studi regolari e le sue idee circa la danza lo conducono presto al conflitto. Trovato rifugio presso la Rotterdam Dance Academy sotto la guida di Lucas Hoving, cerca una risposta alle sue idee e comincia a comprendere la sua visione della danza. Dopo un anno come danzatore per il Penta theatre, capisce di non voler essere un danzatore, ma un coreografo.
Nel 1975 ottiene il suo primo incarico ufficiale come coreografo, realizzando Koffie voor vijf, un lavoro immediatamente apprezzato per la semplicità e trasparenza nel movimento e nell’immagine. Da questo momento continua a sviluppare il suo personale linguaggio coreografico e teatrale dove l’anima e la personalità del danzatore sono più importanti di qualsiasi abilità tecnica.
Ovunque egli abbia lavorato, il suo lavoro rimane inconfondibilmente legato al suo stile. Così, dopo aver collaborato con numerose compagnie – dopo quindici anni di nomadismo nella terra dei Paesi Bassi – decide, nel 1990, di dare forma alla sua idea di danza fondandone una propria: nasce Raz, con sede aTilburg, luogo protetto dallo sguardo intruso del pubblico.
Partita come piccola ed ostinata compagnia, nel corso degli anni, Raz ha sviluppato una individuale grammatica dei movimenti, occupando un suo posto nel teatro contemporaneo.
Nutrita del più grande rispetto per l’individuo e la sua unicità, Raz combina la fisicità con l’ambiguo fascino dell’espressione, una ineluttabile atmosfera ed una perturbante estetica. Nel legame tra forma ed assenza di forma, la danza crea movimenti che diventano significato, crea, cioè, una danza che si appella esplicitamente alla capacità umana di riflettere.
Grazie o a dispetto del fatto che Tuerlings pone la personalità dei danzatori al di sopra della loro abilità tecnica, Raz ha sviluppato un movimento che è deciso nella sua noncuranza, mentre attinge la sua forza ad una squisita capacità di essere nel momento. Nelle coreografie inoltre questo significativo movimento si lega alla parola, che ripone il suo effetto teatrale nella più disarmante semplicità – del resto Tuerling, in passato, ha creato ispirandosi a molteplici forme d’arte, dalla filosofia di Piet Mondriaan a quella di Nietzsche e Benjamin, dai lavori di Samuel Beckett alla scrittura di Céline fino alla pittura rinascimentale di Pontormo e Fiorentino.
Raz tende di preferenza a sviluppare i propri lavori come tappe successive, mentre Tuerlings, quando crea, lavora su una storia senza un canovaccio definitivo: sono infatti le associazioni e la continua trasformazione secondo delle logiche quasi oniriche a nutrire il suo ascolto, la sua visione, il suo disegno. In questa dinamica di creazione, egli elabora un movimento chiaro che, unito a frammenti testuali, consente al pubblico di penetrarne il pensiero: il lavoro di Raz infatti non si arroga il diritto di dire delle verità, ma stimola la mente ed invita il pubblico ad inventare le proprie storie.
Tra i lavori della compagnia si contano Razbliuto (1990), Sacre du Printemps (1990), Spel zonder Woorden (1992), Daniel and the Dancers (1994), You See (1994), Bagno Blu (1997), La Porta (1998), Oblio (1998), Mappamondo (2000), Zambracca (2001), Schifamondo (2002), 100.000 CC / Act Without Words (2003), Monco (2003) e Nieuwe Blijdschap (2004).

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