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Cyp 17; Album Familiar; Zambracca – Casa del sogno


Negli ultimi anni i Paesi Bassi si sono distinti per un rinnovato movimento coreografico che ha mostrato di fondere in modo convincente la riflessione concettuale alla incessante e necessaria tensione a sperimentare le possibilità estetiche e linguistiche del corpo in movimento. Il Romaeuropa Festival presenta nell’arco di due serate alcune delle opere nate in questo variegato mondo della danza che mostra la sua capacità di far convivere un disegno dei movimenti tutto giocato nel rapporto fra terra e cielo, ovvero pesantezza e leggerezza, ed una autentica e coinvolgente filosofia che investe il senso ed il luogo stesso del corpo.
André Gingras propone un assolo, Cyp17, che coniugando movimento e videoproiezioni, si articola come una riflessione danzata sulla manipolazione genetica, sulla clonazione e sulla re-immaginazione del proprio corpo: in un’asettica stanza bianca, con luce al neon, il corpo del danzatore si muove tra scatti, acrobazie e suoni stridenti, a mostrare la follia e la mostruosità di un individuo che, prigioniero della tecnologia, diventa estraneo a se stesso.
Conny Janssen, con Album Familiar, inscena un incontro di gruppo – tre donne e quattro uomini – all’interno di una galleria di ritratti dalla grande forza evocativa: per mezzo di essi infatti ricordi sepolti, personali e familiari emergono alla memoria dei sette individui che si incontrano, si scontrano e si intrecciano come fossero in un continuo dialogo, pur nella totale estraneità.
Hans Tuerlings presenta infine Zambracca (dal provenzale “zambra”, stanza di servizio che precede la zona notte della casa), ultimo episodio della serie ispirata alle stanze del Vittoriale, residenza monumentale di Gabriele d’Annunzio. In questo lavoro il coreografo, mescolando danza, arte e scrittura, narra la storia surreale di due uomini ed una donna che all’insegna dell’amicizia e della fantasia si aiutano reciprocamente a realizzare uno dei ricorrenti sogni dell’uomo: volare, con il corpo e con la testa.

CYP17
Coreografia André Gingras
Costumi Justin Giunta, André Gingras
Luci Ben Fisscher
Video Fabio Massimo Iaquone
Drammaturgia Sue Jane Stoker
Danzatore Manuel Ronda
Durata 41 minuti

Produzione Korzo Productions, The Hague, The Netherlands
Collaborazione Ambasciata dei Paesi Bassi – Roma

ALBUM FAMILIAR
Coreografia
Conny Janssen
Scene Thomas Rupert
Costumi Babette Van Den Berg
Luci Reinier Tweebeeke
Drammaturgia Carel Alphenaar
Musica Guillaume De Mauchaut, Carlos Cardel, Johny Dowland, Tobias Hume, Leonard Cohen, Claudio Monteverdi
Arrangiamento Musicale Paleis Van Boem
Danzatori Horne Horneman, Yanaika Holle, Yvette Schipper, Iris Reyes, Froilán Medina Hernández, Stefan Ernst, Jens van Daele e con la possibile partecipazione di Inken Landskröner, Amina Husberg, Iris Reyes, Jens van Daele, Ronald Wintjens, Froilán Medina Hernández, Yuri Huyg
Durata 23 minuti

ZAMBRACCA – CASA DEL SOGNO
Coreografia e Regia
Hans Tuerlings
Musica Loek Dikker
Luci Niko Van Der Klugt
Con Gavin Louis, Karl Schappell, Erika Winkler
Durata 30 minuti

Progetto realizzato con il contributo di Netherlands Culture Fund, il programma dei ministeri olandesi degli Affari Esteri e dell’Educazione, della Cultura e della Scienza per rafforzare le relazioni internazionali dei Paesi Bassi in occasione del Semestre di Presidenza Olandese dell’Unione Europea
Sostegno di Theater Instituut Nederland e Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi a Roma

Coordinamento organizzativo Van Baasbank & Baggermaan

 

Rassegna stampa

” La stanchezza e l’attesa, il passato e il futuro.
Per Deleuze il corpo può lacerarsi tra questi poli, nell’impossibilità del presente. Tuttavia la liberazione giunge attraverso la danza. Il ballo, che forza la gravità, che rilancia la sfida di Icaro e l’utopia del volo, che ricorda la grazia arrogante di Salomé, che libera dal morso della taranta e riconcilia con la comunità.
La danza appunto, con il Dio Nataraja crea il mondo.
Il ballo che riporta al senso tragico dell’esistenza.
Con la sigla Olandesi Volanti vengono riunite tre interessanti esperimenti della nuova danza olandese […]”.
(Massimiliano Bonomo, In principio era Icaro, R360, novembre 2004)

 

ZAMBRACCA – CASA DEL SOGNO
di Hans Tuerlings

Karl: “Zambracca”. Gavin, Erika, Erika, Gavin. Io sono Karl. Guardatemi bene.
Come ho potuto essere così sconsiderato? Dove sono gli altri? Ladri e amanti, sono volati via.

Karl: Non hai capito la mia domanda.
Intendevo…..tu riesci a distinguermi da questi uccelli?

Gavin: Penso di sì.

Karl: Soltanto perché non ho le ali? Ma tu sei un artista. Dovresti vedere oltre le apparenze.
Pensi che il fatto di non avere le ali possa impedirmi di volare?

Gavin: No, signore. Sono sicuro che voli magnificamente.
Mi trovi affascinante?

Karl: Sì.

Gavin: Sembro più giovane della mia età, vero?

Karl: Quanti anni hai?

Gavin: Tu quanti me ne dai?

Karl: Sembri giovane.

Gavin: Quanto giovane?

Karl: Non lo so. Giovane.

Karl: Lei ha detto: io sono la donna più importante di questa terra…. Mangia, dorme e lavora per ottenere un corpo sempre più leggero.

Gavin: Dì qualcosa.

Karl: È una musa muta.

Karl: Io non dormo e non mangio.

Gavin: Mai?

Karl: Soltanto nel cuore della notte, sulla scia del vento…
…Quando sono in volo sopra la terra….

Gavin: Sì, sì!!

Karl: Quando volteggio e guizzo nell’aria, mentre tutti gli altri dormono. I campi brulicano di creature succulente, ratti, balestrucci, topi, gufi….
Ecco quando sento il desiderio di mangiare.

Gavin: Immagino!

Karl: Cibo caldo ancora vivo.
Cuori borbottanti, sangue a fiotti.
La città vista di notte sembra un abisso oscuro.
Le tegole dei tetti sembrano le squame di un pesce. Le anime della chiesa, bianche colombe che circondano i cimiteri. Da quassù riesco a vedere un insetto che se la svigna per le strade buie….. Ladro, lascia gli amanti….

Gavin: Attento, stai cadendo.

Gavin: Lei ha detto: è una magia o è soltanto una coincidenza?

Gavin: L’ho guardato più da vicino e non sapevo che cosa pensare.
Mi è sembrato simpatico, patetico, un millantatore. Forse è questo quello che ho pensato. Lui sa come cadere. Un volo in caduta libera ti fa sentire bene, ma sai anche che finirà male.

Karl: Conosci gli studi di Leonardo sui voli degli uccelli?
Questa macchina non volerà.

Gavin:: Invece sì….ci riuscirà!!!

Karl: Ma non riesco a staccarmi da terra!

Karl: Ieri.
Ieri lei aveva in mano un uccellino. Era caldo e soffice.
Il cuoricino gli batteva, alla velocità della luce, come se da un momento all’altro stesse per fuoriuscirgli dal corpo. Da quelle fragili ossa.
Prova a schiacciarlo…..
Anzi, no, non pensarci.
Schiaccialo e basta.

Gavin: Stai parlando del coso sessuale?

Karl: No, dell’uccellino che ha trovato.

Gavin: Ne dubito.

Karl: Lo sai come sono fatte le donne. Lo sai no, quelle donne che trattengono il respiro poco prima di venire?

Gavin: Poi si ritrovano con le ali!

Karl: Ci vuole un pò di pratica, ma poi ce la fanno.

Gavin: Si ritrovano con le ali!

Karl: Quando il ritmo raggiunge la perfezione, un secondo dopo volano. Sembra una perfetta sensazione fisica ma in realtà è tutta questione di cervello.

Gavin: Cervello?

Karl: Cadendo? Stavo cadendo?
Ho una proposta da farti.

Gavin: Una proposta?

Karl: Riguarda quella differenza che esiste tra l’uomo e l’uccello.
È reale o soltanto apparente?

Gavin: Dipende da come uno giudica la natura….
Si dovrebbe giudicare dalle sue intenzioni… Le idee che ha insite in sé.

Karl
: Leggi, leggi che ha insite in sé. Le leggi della natura, le leggi di Dio, le idee dell’Uomo.

Gavin
: Per quanto riguarda il volo, il Dio della natura mi ha donato di un corpo su misura per correre e saltare ben oltre la media comune.

Karl
: Vuoi correre? Corri allora!

Karl
: Aaaaah, mi dispiace di averti legato le mani. Mi avevano detto che eri un uomo pericoloso.

Gavin
: Lo pensi anche tu?

Karl
: Sì, devi esserlo. Come tutti gli uomini di talento.
È solo quello che mi interessa.
Ho molte informazioni su di te.
Credo di sapere chi sei tu.
Ma tu sai chi sono io?

Gavin
: Sì, signore.

Karl
: Un pugnale è aguzzo da entrambi i lati, quindi se penetra la carne di un corpo fa più male di un coltello o di una lama.

Gavin
: Se tu avessi letto attentamente il grande Leonardo, sapresti che è la spinta del corpo proiettato nello spazio a far sollevare un uomo da terra.

Karl
: Oh, Oh….

Gavin
: No, no…. che cosa stai facendo? La tua voce è completamente cambiata.

Karl
: Non riesci ancora a capire la cosa più importante.
Io sono caduto perché ho volato.
Non capisci, vero?
Ogni cosa bella e squisita di questo mondo è puntellata dal dolore, dal tormento e dalle vesciche della pelle. È stata la caduta a rendere bello il volo.
C’è per caso qualcuno che mi sa dire dove posso trovare una cassettina da sei birre qui?

Karl
: Sognare è lecito, sogna pure quello che vuoi.
Ma stai attento, perché se un giorno ti svegli con le ali, tutto il mondo si rivolterà contro di te.

Gavin
: Per quel che riguarda invece le donne importanti…
Per alleggerire ulteriormente il corpo, gli uccelli sono andati evolvendo una testa sempre più leggera.

Gavin
: Bevi. Mi trovi attraente?

Karl
: Sì.

Gavin
: Sembro più giovane della mia età, vero?

Karl
: Quanti anni hai?

Gavin
: Tu quanti me ne dai?

Karl
: Sembri giovane.

Gavin
: Quanto giovane?

Karl
: Non lo so. Giovane.

Gavin
: Ma quanto? Voglio dire, sembro più sui venti, oppure, diciamo, sui trenta?

Karl
: Trenta.

Gavin
: Ascolta, dopo aver bevuto un paio di bicchieri, molte persone mi danno diciotto anni.

Erika: Ma ti sei messo la cappottatura al contrario! Così non vedi niente! L’hai messa al contrario! Dall’altra parte! Dall’altra parte!
Io ho imparato a camminare: da quel momento mi lascio guidare.
Ho imparato a volare: da allora non voglio cadere prima ancora di essermi staccata dal suolo. Adesso sono leggera, adesso volo, adesso vedo al di sotto di me, adesso c’è un Dio che balla attorno a me.

Gavin: Attento, stai cadendo.

Karl: No, non sto cadendo.

©Hans Tuerlings

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