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Jean Lacornerie


Durante i suoi studi a Strasburgo, Jean Lacornerie conosce Jacques Vassalle in occasione di un seminario su Marivaux. L’intesa è immediata, diventa così suo assistente al Teatro Nazionale di Strasburgo dal 1987 al 1990.
Le sue prime regie si legano al Festival di poesia di Haut Allier: Ecuador del pittore e poeta francese Henri Michaux (1990), il poema epico Eugenio Onegin del poeta russo Aleksandr Puskin (1992), Kleist di Jean Grosjean (1993). Dall’incontro con Guy Walter (1991) nasce una collaborazione presso la Villa Gillet di Lione: ha così inizio un lavoro sulla letteratura contemporanea, in particolar modo italiana, che privilegia testi non teatrali quali A Marat David di Daniele del Giudice (1991), La passe d’adieu du magicien Diabelli di Hermann Burger (1992).
Il desiderio di continuare a coltivare questo particolare sguardo attraverso la letteratura, lo spinge a fondare nel settembre del 1992, a Lione, la compagnia Ecuador. Nascono gli spettacoli: Saint Georges chez les Brocchi da Carlo Emilio Gadda nel 1993; Une idée à vendre di Daniele Del Giudice nel 1994; Eros et Priape da Carlo Emilio Gadda nel 1995; Joséphine ou une petite révolte dans un placard à balai di Guy Walter nel 1997; Eva Perón di Copi nel 1999.
Come regista associato al Centre Dramatique National du Nord – Pas de Calais, a Béthune, dal 1995, si occupa della scuola di formazione professionale per i giovani attori. Il suo interesse per la drammaturgia lo porta a proseguire la ricerca su testi di repertorio con Phèdre-Esquisse da Seneca e Nicolas Born (1996), La musica Deuxième di Marguerite Duras (1998), Monsieur de Pourceaugnac di Molière (1999).
Accanto alle produzioni teatrali, realizza anche lavori per l’opera ed il teatro musicale, tra cui La Trahison Orale di Maurizio Kagel nel 1994 per il Festival di Spoleto, L’histoire du Soldat di Stravinskij (1994), Les tréteaux de Maître Pierre di Manuel de Falla (1995) e Un petit oui et un grand non, cabaret tratto dall’opera di Gorge Grosz (1997).
Per la Scène Nationale di Chambéry mette in scena L’homme qui prenait sa femme pour un chapeau di Michael Nyman (1997) e Trouble in Tahiti di Leonard Bernstein (1999/2000).
Per il Festival d’Ambronay cura la regia di Samson di Händel, diretto da Ton Koopman (1999) e per l’Opéra National di Lione La conférence des oiseaux di Michael Levinas (2000).
Cura la regia e l’adattamento, insieme a Franck Emmanuel Comte, di Orfeo nella stagione 2004/2005 e realizza Pour toi, baby! Sérènade électorale, da Gershwin, Ryskind e Kaufman.