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Jean-Luc Godard


Nato a Parigi nel 1930, trascorre l’adolescenza in Svizzera. Rientrato nel 1948 nella capitale francese, frequenta alla Sorbona corsi di etnologia e, nei cineclub del quartiere latino, diventa amico di André Bazin e François Truffaut, Jacques Rivette ed Erich Rohmer. Nel 1950 fonda, insieme a Rivette e Rohmer, la “Gazette du cinéma” sulla quale scrive recensioni con lo pseudonimo di Hans Lucas: la rivista chiude dopo cinque numeri. Dal 1952, Godard inizia a collaborare come critico e saggista con i “Cahiers du cinéma”, e gira i primi cortometraggi: il primo film, À bout de souffle (1960), vince l’Orso d’Oro per la regia al Festival di Berlino, ed è considerato unanimamente ancora oggi il manifesto della Nouvelle Vague, nonché uno dei più importanti film della storia del cinema.
Sempre nel 1960 esce Le petit soldat, seguito l’anno dopo da La donna è donna, e, nel 1962, da Questa è la mia vita, che vince il Premio Speciale della Giuria al Festival di Venezia. Sono film che sviluppano una profonda destrutturazione del linguaggio tradizionale, finalizzata a quella portata politica e ideologica che resta il loro motore principale. Un altro tema sembra inoltre ricorrere nel cinema di Godard, ossia quello della ricerca del significato della stessa opera cinematografica, continuamente messa in discussione.
Nel 1963 escono Il disprezzo, ispirato ad un romanzo di Moravia, e Ro.Go.Pa.G., film a episodi nato dalla collaborazione con Roberto Rossellini, Ugo Gregoretti e Pier Paolo Pasolini. Nel 1965 gira un film intriso di disperazione e disorientamento, Il bandito delle ore undici (con un grandissimo Belmondo), a cui seguiranno Due o tre cose che so di lei (1967), La cinese, La gaia scienza (1968) Amore e rabbia (1969) e Crepa padrone, tutto va bene (1972).
A Venezia, nel 1982, Jean-Luc Godard riceve il Leone d’Oro alla carriera, e l’anno successivo, con Prénom Carmen, ne vince un secondo per il miglior film. Nel 1984 Je vous salue, Marie suscita violente polemiche e viene accusato di blasfemia. Al 1990 risale Nouvelle Vague, mentre con Eloge de l’amour il regista, dopo una lunga assenza, torna dietro la macchina da presa per raccontare nuovamente della necessità di girare un film, tema riaffrontato anche nell’autoritratto JLG-JLG e in fondo presente anche nella sua personalissima storia del cinema, i vari episodi di Histoire(s) du cinéma.
La sperimentazione linguistica, la militanza politica, l’ironia, la delusione e la rabbia sono gli elementi che hanno dato vita a un cinema della crisi – ideologica, linguistica e personale – che costituisce uno degli esempi più interessanti della storia della settima arte. Dopo Notre musique (2004), Jean-Luc Godard è attualmente impegnato a girare un episodio del film collettivo Paris, je t’aime.

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