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Kinkaleri


Il gruppo nasce nel 1995 per iniziativa di Matteo Bambi, Luca Camilletti, Massimo Conti, Marco Mazzoni, Gina Monaco, Cristina Rizzo. Dall’incontro, si sviluppano progetti che ripropongono e rielaborano in modo nuovo la loro precedente esperienza artistica, conservando ed esaltando un livello costruttivo di alta qualità. Presenti con i loro lavori in numerose programmazioni sia nazionali che internazionali, le opere sono caratterizzate da un precipuo linguaggio, tutto fisico e visivo, che discute e si muove attorno al rapporto fra l’oggetto ed il suo ambito. Profondamente nutrite da un segno trasversale, le loro opere (che includono spettacoli, performance, installazioni, produzioni video, sonorizzazioni, allestimenti, pubblicazioni) destabilizzano la fruizione dello spettacolo, mettendone in crisi la consueta percezione: il linguaggio mescola le lingue e, dopo averle straniate, le definisce in altro modo e in altro luogo.
Tra i lavori di Kinkaleri si contano Amras (1995), Doom (1996), Super (1997), 1,9cc GLX (1998), Esso (1999/2000), et (1999/2000), Ecc.etera (2000/2001), My love for you will never die (2001), (2002/2003, che gli guadagna il Premio UBU come miglior creazione di teatro danza 2002), I Cenci/Spettacolo (2004, ultimo atto sulla irrappresentabilità della trilogia iniziata con My love for you will never die e proseguita con ).
Attualmente in residenza al Teatro Studio di Scandicci, Kinkaleri ha trasferito la sua sede operativa, dal 2001, presso lo Spazio-K, uno dei capannoni dell’ex-area industriale Campolmi nel centro storico di Prato.

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